I Paesi dove è ancora in vigore la pena di morte

di Mirko Aufiero
7 Min.

Nel 2022 ci sono state 883 esecuzioni accertate in tutto il mondo. Quali sono gli stati dove è in vigore la pena di morte? E perché viene ancora utilizzata?

La pena di morte nel mondo

Nonostante la pena di morte sia stata abolita in gran parte degli stati del mondo, restano ancora 55 Paesi che ne fanno uso. Questi Paesi sono concentrati in Africa e Asia (escludendo paesi come Stati Uniti e Bielorussia) e ricorrono alla pena capitale per una vasta gamma di reati.

Nel 2022 ci sono state 883 esecuzioni accertate in tutto il mondo; quali sono gli stati dove è in vigore? E perché viene ancora utilizzata la pena di morte?

Nel 2022 il totale delle esecuzioni accertate è ammontato a 883 casi, ma a questi dati vanno aggiunti quelli coperti dal segreto di stato in Cina, Vietnam e Corea del Nord. Proprio la Cina è ritenuta essere il paese che ne fa più uso, con migliaia di esecuzioni stimate ogni anno.

Lo scorso anno ha visto crescere l’uso della pena di morte rispetto al passato (nel 2021 le esecuzioni erano state 579). Tale aumento è stato fortemente influenzato dai dati del Nord Africa e del Medio Oriente – che da soli rappresentano il 93% delle esecuzioni nel mondo escludendo la Cina – dove le esecuzioni sono passate da 520 nel 2021 a 825 nel 2022.

I paesi che l’hanno abolita

2022 Death Sentences by Name, Race, and County | Death Penalty Information Center
Fonte: Death Penalty Information Centre

Come spiega Amnesty International, è necessario distinguere tra Paesi abolizionisti e mantenitori, ma anche tra i diversi gradi con cui la pena di morte è abolita.

A fine 2022, i Paesi che avevano abolito la pena di morte ammontava a 144, ma di questi soltanto 112 sono abolizionisti per tutti i reati.

9 Paesi l’hanno abolita per i reati ordinari (ma la mantengono per casi eccezionali come reati militari), mentre altri 12 conservano la pena di morte nel loro ordinamento ma non la eseguono da almeno 10 anni o non hanno una prassi consolidata nell’eseguire condanne.

I Paesi mantenitori

I Paesi che invece mantengono la pena di morte per reati comuni sono 55. Il Paese a compiere più esecuzioni è la Cina, seguita da Iran (576 nel 2022), Arabia Saudita (196) ed Egitto (24). In Occidente i Paesi ad eseguire esecuzioni nel 2022 sono stati gli Stati Uniti (18) e la Bielorussia (1).

INTERACTIVE - Methods of execution
Fonte: Al Jazeera

I metodi di esecuzione utilizzati sono molteplici. Troviamo l’iniezione letale (Cina, Usa e Vietnam), l‘impiccagione (Egitto, Giappone, Iran, Iraq…), la fucilazione (Afghanistan, Cina, Corea del Nord…) e la decapitazione (Arabia Saudita).

I reati puniti con la pena di morte

Il numero di reati punibili con tale pena è molto vasto e varia da stato a stato. In tutti i casi essa è in vigore per l’omicidio volontario (con o senza aggravanti in base ai Paesi), e molto spesso per stupro, rapina, spionaggio e terrorismo.

In alcuni paesi è prevista anche per reati di droga – Arabia Saudita, Cina, Iran e Singapore – in violazione del diritto internazionale che vieta la pena di morte per crimini che non raggiungono la
soglia dei “reati più gravi” (cioè, quelli che implicano l’omicidio volontario).

Diversi Paesi islamici ne fanno uso anche per alcuni “crimini” contro la religione, tra cui blasfemia, apostasia, adulterio e omosessualità.

Perché questi Paesi usano ancora tale pena?

Nel 2022 ci sono state 883 esecuzioni accertate in tutto il mondo; quali sono gli stati dove è in vigore? E perché viene ancora utilizzata la pena di morte?
Fonte: Amnesty International

I motivi che spingono tali Paesi ad utilizzare la pena di morte sono diversi.

  • Deterrenza: molti paesi continuano ad adottarla perché ritengono che scoraggi potenziali criminali dal commettere crimini gravi. In realtà tale teoria è molto controversa, e diversi studi mostrano come nei Paesi in cui essa è stata abolita i reati capitali sono diminuiti.
  • Punizione: molto diffusa è anche la tesi secondo cui la pena di morte sia l’unica punizione adeguata per crimini particolarmente efferati, come omicidi multipli e stragi terroristiche.
  • Giustizia riparativa: secondo questa tesi la pena di morte deve essere adottata per rendere giustizia ed esaudire il desiderio di vendetta dei familiari delle vittime.
  • Evita la recidiva: la pena di morte viene giustificata anche sottolineando che impedisce agli individui più violenti di reiterare il reato, proteggendo così la società.
  • Motivi politici: un altro motivo per cui essa viene utilizzata è la sua strumentalizzazione politica. Infatti, essa permette a regimi più o meno autocratici di eliminare fisicamente i propri avversari politici.
  • Motivi religiosi: la pena di morte è in vigore in molti paesi musulmani che applicano la sharia – l’insieme di principi etici e morali tratti dal Corano – che la prevede per diversi reati.

Fonti: Amnesty International, Parlamento Europeo, Onu, Repubblica, Wired

di Mirko Aufiero


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