Guerre invisibili e crisi umanitaria: (not) all eyes on Sudan

di Alessia Giurintano
5 Min.

Il Sudan sta affrontando, da più di un anno, una guerra civile e una crisi umanitaria. Dall’aprile dello scorso anno, la violenza si è estesa fino al Darfur Occidentale

Sebbene il Sudan non sia nuovo a conflitti sanguinosi, in questo caso si tratterebbe di una crisi senza precedenti. 

Chi sosteneva la rapidità della risoluzione, ha dovuto decisamente ricredersi. Le tensioni sono rapidamente aumentate, e si sono espanse a tutto il territorio

Il territorio del Sudan, che sta affrontando la militarizzazione delle comunità locali, è soggetta anche ad altri scontri interni tra SAF e RSF 

La guerra civile e la crisi umanitaria: che sta succedendo? 

Le RSF, acronimo per Rapid Support Forces, son un gruppo paramilitare. Con SAF, si intendono invece le Forze Armate Sudanesi

Questi due poli, con i rispettivi leader in conflitto, hanno avviato un conflitto che in poco tempo è degenerato in guerra civile. 

Partito dalla capital della regione del Dafur Settentrionale, ex centro umanitario, le violenze si sono intensificate tra atrocità e massacri di massa nei confronti dei cittadini lì rifugiati.

Samantha Power, capo dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale ha dichiarato:

«La RSF ha sistematicamente saccheggiato magazzini umanitari, rubato cibo e bestiame, distrutto strutture di stoccaggio del grano e pozzi nelle comunità sudanesi più vulnerabili». 

Avvalendosi dell’ostruzione delle vie di accesso agli aiuti, armando i civili, e impedendo l’arrivo del carico; questi si macchiano di accrescere una situazione inedita e particolarmente allarmante

Il declino del Sudan e la crisi umanitaria silenziosa 

Senza cibo, il destino che li attende è inesorabilmente quello di una morte violenta

Con il crollo della produzione e costo dei beni primari in rapidissimo aumento, si attende la dichiarazione ufficiale dell’Onu per carestia

Dati e previsioni, sostengono che il numero di vittime possa arrivare al milione (e oltre). 

Le parti protagoniste del conflitto, restano impunite nella messa in atto di infrazioni e illegittimità verso il carico di aiuti.

Un sistema di controllo, l’appropriazione indebita, la rivendita illecita e non autorizzata dei beni: questo è lo scenario denunciato dalle organizzazioni internazionali

Crisi umanitaria in Sudan

Lo Stato di abbandono e l’immobilità generale: è silenzio assenso? 

Lontano dal focus mediatico, il conflitto rischia di subire una escalation di violenza senza precedenti. 

All’immobilità generale, ha risposto la Francia, convocando a Parigi una conferenza internazionale

2 miliardi di euro sono stati raccolti. Tale cifra però, rispetto ad altre raccolte, è piuttosto scoraggiante

Come ha evidenziato il dottor Arif Noor, direttore di Save the Children, la somma raccolta è inferiore di 1/5 rispetto a ciò che si era donato- in soli due giorni!- per la ricostruzione di Notre Dame

Nel paradosso di un mondo globalizzato e esposto all’informazione, ciò che i media tengono lontano non accade. 

“Se non lo vedo, non esiste”. E invece no. 


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati