Governo contrario alla cannabis light: battaglia populista?

di Alessia Giurintano
3 Min.

L’emendamento governativo al DDL sicurezza, di cui si sta ancora discutendo, prevede lo stop alla cannabis light.

Sebbene gli esperti del settore affermino con forza l’assenza di effetti psicotropi e un contenuto ridotto di thc, il perno è proprio su questo aspetto rivendica il divieto, sostenendo che provocherebbe: “alterazioni dello stato psicofisico degli assuntori che mettano a rischio la sicurezza e l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale”

Si diffonde grande preoccupazione per i produttori e per tutti coloro che sono inseriti nel settore: si contano circa tremila imprese.

Un settore da circa 150 milioni di euro di fatturato l’anno, il cui blocco metterebbe in difficoltà fruitori, lavoratori, ma anche lo Stato stesso.

Uso di cannabis light

Il divieto della cannabis light e dei suoi derivati

Con il termine cannabis light, si fa riferimento alla quantità di Thc presente nel prodotto, che in quanto light è inferiore allo 0,2%.

Venduta attualmente a queste condizioni negli esercizi commerciali, il governo italiano con questo emendamento riapre la questione a partire dalla produzione.

Questione già affrontata con la legge del 2016, e che consentiva la produzione della canapa ad uso industriale, ma con quantità di Thc all’interno inferiore allo 0,2%.

Canapa e prodotti da essi derivati (semi, pasta, pane, oli, liquidi per le sigarette) con questo emendamento verrebbero vietati. Stop quindi a commercio, lavorazione ed esportazione.

Le proteste non tardano ad arrivare, da ogni fronte. Esperti del settore e politici, lamentano il mancato fondamento scientifico di base:

«È come pensare di fermare l’alcolismo bloccando la birra analcolica. Di questo passo vieterete anche il basilico e l’origano. Vi fa così paura? È un’infiorescenza, non ha alcun effetto drogante»

Parole di Riccardo Magi, deputato +Europa (La Repubblica)

La Lega di Salvini spinge per vietare addirittura il disegno della pianta, con un subemendamento che estende il divieto all’utilizzo di immagini e disegni, soprattutto a scopo pubblicitario e promozionale. Qualsiasi trasgressione, è punita con la reclusione ed una sanzione pecuniaria fino a 20000 euro.

Fonte: alanews (YouTube)

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