Giovanna d’Arco: la ragazza che cambiò il corso della storia

di Costanza Maugeri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Oggi vi narriamo la storia di Giovanna D’arco. Una storia affascinante, complessa e tragiche che continua a stimolare la curiosità di tutti noi.

La vita di Giovanna D’Arco

Il suo nome di battesimo è Jeanette, ma si fa chiamare Jeanne o Jeanne la Pucelle. E’ improbabile che il suo cognome sia D’Arc perchè a Domremy, suo paese natale è consuetudine dare alle figlie il cognome della madre e ai figli quello del padre. Per tale motivo, probabilmente, il suo cognome è Romée. In ogni caso è essenziale comprendere che in epoca medievale non ha la stessa importanza che diamo noi.

Nasce, nel 1412 da una famiglia di contadini, a 13 anni comincia, a suo dire, ad avvertire delle presenze celesti messaggere, tra le quali s. Michele, s. Caterina e s. Margherita. Queste figure le narrano le piaghe della Francia e le presentano la sconfitta degli inglesi come un evento voluto da Dio, è essenziale, infatti, inserire il suo personaggio nel contesto della Guerra dei Cent’anni che vede lottare il Regno d’Inghilterra e quello francese.

In lei nasce l’idea di essere stata scelta da Dio per liberare il popolo francese, così fissa mentalmente due obiettivi: liberazione di Orléans e consacrazione a Reims del re Carlo VII.

Nel Gennaio del 1429, lascia la casa paterna e si presenta davanti al sovrano francese. Ella ottiene la possibilità di guidare l’esercito, le truppe, in preda all’entusiasmo e all’adrenalina, liberano Orléans e prendono d’assalto Jargeau, nei pressi di Orléans. L’esercito francese, con alla guida Giovanna D’arco, sconfigge il nemico il 18 giugno. Il re Carlo viene consacrato a Reims il 17 Luglio dello stesso anno.

Ma lo sappiamo bene, la storia ha sempre tentato, seppur spesso goffamente, di cancellare le donne. Le sue mirabili visioni sono oggetto di diffidenza e, per tale motivo, quando nella primavera del 1430 decide di marciare su Compiègne per difenderla dagli Anglo-Borgognoni, ottiene poco di più di 200 Italiani comandati da un certo Baretta.

ll 24 maggio ’30, mentre sta tornando da una ricognizione, cade nelle mani dei Borgognoni. Re Carlo VII non fa nulla per liberarla. Ella è condotta, quindi, a Rouen, davanti al tribunale dell’Inquisizione e sottoposta, dal 9 gennaio al 30 maggio 1431, ad estenuanti interrogatorî, finché, condannata come “scomunicata ed eretica”, viene arsa viva sul rogo. Dopo la sua morte inizia un lavoro di revisione del processo, la sentenza prevede l’annullamento della condanna e la riabilitazione (7 luglio 1456) ma per logici motivi, è tardi. Benedetto XV, nel 1920, la dichiara santa.

La storia di Giovanna D’Arco può essere vista in chiave femminista?

In primo luogo, è essenziale comprendere che si tratta di una forzatura vedere la vicenda di Giovanna D’Arco con gli occhi di noi contemporanei. Perchè? Prima di ogni cosa, gli eventi storici necessitano di un contesto per essere compresi a pieno.

Possiamo notare, senza troppo sforzo, come la presenza sul campo di Giovanna D’arco ha bisogno di una legittimazione: il disegno divino. Sembra quasi che D’Arco non agisca come figura terrena dotata, quindi, di una propria identità, bensì come tramite. In tal senso “l’ingresso” di una donna nella storia è giustificato da una ragione superiore, ella stessa presentandosi davanti al re, si spoglia della sua fisicità e si fa interprete del divino.

D’altro canto è indubbio che la sua personalità forte nella fede e nelle idee, dia fastidio, molto e per tale motivo, si tenterà in tutti i modi di ostacolarla, fino ad arrivare all’eliminazione fisica della sua persona. Per questa serie di motivi, appare azzardato definirla come una figura femminista, senza alcuna obra di dubbio, però è una personaggio dotato di un forte carisma e fascino che scosse le fondamenta della storia.

Di Costanza Maugeri


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