Giovani e violenza di genere: statistiche e risultati 2024

Il Report di TelefonoDonna & Eumetra

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 9 Min.

Violenza di genere e Femminicidi

Recentemente, si è sentito parlare molto di consapevolezza riguardo alla violenza di genere. Dal femminicidio di Giulia Cecchettin che vede scuotere l’opinione pubblica in maniera massiva. Al più recente, ulteriore, caso che vede il coinvolgimento di un ragazzo 19enne, classe ’05, nello stuprare una coetanea e riprenderla con il cellulare la notte del 30 giugno, nel pisano.

Nel 2023 si contano 118 donne uccise. La risonanza dell’opinione pubblica, tramite le svariate manifestazioni, vede i primi ‘traguardi’ del 2024. Nel nuovo anno solare, i casi di femminicidi sono sì, diminuiti, rispetto al 2023, ma il quadro rimane comunque allarmante. Ancor di più se i dati comprendono il coinvolgimento di giovani e giovanissimi.

Non se ne parlerà mai abbastanza finché i casi di violenza di genere non saranno definitivamente corrispondenti a zero. Utopia? Non nel mondo in cui ci vorremmo proporre di vivere. Ecco perché il tema portante di oggi è strettamente legato ai casi di giovani e giovanissimi sulla violenza di genere. Il Report di ricerca per Telefono Donna in collaborazione con Eumetra.

Il report di Telefono donna e Eumetra | Violenza di genere

Telefono Donna è un’associazione di volontariato. Eumetra è invece un’istituto di ricerca plurinazionale specializzato in indagini sociali ed economiche. Telefono donna, tramite l’ascolto telefonico, da trent’anni offre servizi volti ad aiutare le donne vittime di maltrattamento, violenza di genere fisica e/o psicologica e stalking. Vi è anche la possibilità di offrire un percorso gratuito di supporto psicologico e/o legale.

Il fine della collaborazione è quello di fornire un quadro articolato, attuale, e preciso riguardo all’opinione pubblica dei giovani riguardo alle relazioni di genere e le corrispondenti violenze. In base al report, si può capire

  • come conoscere in modo scientifico e rigoroso gli atteggiamenti dei giovani e giovanissimi sul tema
  • gli orientamenti dei giovani di oggi verso le questioni legate ai rapporti di genere e alle violenze

Giovani e violenza di genere | Target e Metodo

Questa collaborazione ha portato alla realizzazione del report “Giovani e violenza sulle donne“. Il questionario ha indagato la propensione a denunciare aggressioni e violenze, nonché il ruolo della donna nella società. Il target è mirato ai giovani e giovanissimi, dai 16 ai 25 anni, per ambo i sessi. Mentre il focus indaga l’opinione pubblica dei giovanissimi sulla parità di genere sull’educazione sessuale, affettiva e sentimentale e sulle discriminazioni in vari ambiti.

La metodologia comprende 800 interviste, tramite telefonate LOI e il Metodo CAWI. Per un totale di 374 donne e  427 uomini le rappresentative sono suddivise per genere, età, area geografica, e ampiezza del centro abitato.

Sono stati posti svariati quesiti su diverse tematiche:

  1. Sull’esperienza di violenza personale o tra conoscenti,
  2. Sui canali di informazione relativi all’educazione sentimentale e sessuale
  3. Sulle percezioni delle cause degli episodi di violenza sulle donne.

Vediamone insieme alcune delle specifiche.

I temi

EUMETRA & TELEFONO DONNA ©
EUMETRA & TELEFONO DONNA ©
EUMETRA & TELEFONO DONNA ©
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Cos’è l’educazione affettiva? Alcuni punti di vista.

«L’educazione affettiva consiste nell’educare i ragazzi e i
bambini al rispetto dell’altro individuo sotto ogni punto di
vista: rispetto verbale, rispetto fisico, rispetto dei propri spazi,
rispetto del no, rispetto del consenso e dissenso». (Punto di vista femminile).

«Informazione su cosa dovrebbe essere una relazione sana
(non secondo canoni religiosi mapsicologici).
Decostruzione dei ruoli di genere. Cosa è normale e cosa è preoccupante.
Quali sono le tecniche di abuso
(es: Gaslighting, eccessiva gelosia, love bombing, etc.)
Quali sono i segnali da riconoscere per
mettersi al sicuro prima di finire intrappolati in unarelazione tossica. Com’è giusto trattare
i(l) propri* partner e cosa invece è dannoso».

«Significa insegnare ai ragazzi a capire i loro sentimenti,accettarli e manifestarli secondo formecorrette. Significa insegnare a rispettare l’altro. Fare capire che un “no” è un “no” e deve essere rispettato.
Significa avere rispetto del proprio corpo e del corpo altrui». (Punto di vista maschile).

«L’educazione affettiva è un processo educativo che mira a sviluppare la consapevolezza e la gestione delle emozioni, delle relazioni e della sfera affettiva in generale». (Un punto di vista maschile).

«Educare i bambini fin da piccoli, a saper accettare un no, a stare con l’altro senza invadere il proprio spazio personale e riuscire a provare delle emozioni classificandole». (Un punto di vista femminile).

Educazione affettiva, sessuale e sentimentale

Per quanto riguarda i canali di informazione dei giovanissimi sull’educazione affettiva si evince che:

Il 68% delle intervistate (F) sanno cos’è l’educazione affettiva è grazie a:

  1. Internet e ricerche (43).
  2. Insegnanti, professori (38)
  3. Social network (39)
  4. I miei genitori (33)
  5. Film/serie TV (33)
  6. Fratelli/sorelle/cugini (11)
  7. Pubblicità (5)

Mentre il 58% degli intervistati (M) sanno cos’è l’educazione affettiva è grazie a:

Internet, tramite ricerche (44)
Insegnanti, professori (39)
Social network (35)
I miei genitori (39)
Amici, conoscenti, (32)
Passaparola (32)
Film/serie TV (23)
Pubblicità (7)

L’educazione sessuale non è un tabù per i giovani, poiché per più della metà degli intervistati è un tema di cui si può parlare apertamente. E alla domanda “Seguiresti un corso di educazione affettiva?” le risposte tra il certamente sì prendono una buona fetta del diagramma a torta ( 33 per il sesso maschile e 20 per il sesso maschile). In bilico le risposte tra il ‘probabilmente sì’ e ‘probabilmente no’ (che conta 50 (F) e 48 (M).

Si evince che tra laureati, lavoratori e ragazzi tra 21 e 25 anni:

  • il 20% degli uomini seguirebbero CERTAMENTE un corso di EDUCAZIONE AFFETTIVA (laureati, lavoratori e ragazzi tra 21 e 25 anni)
  • e il 24% seguirebbe CERTAMENTE un corso di EDUCAZIONE SESSUALE ( lavoratori e ragazzi tra 21 e 25 anni)

Per le ragazze tra 18 e 20 anni, non occupate (studentesse), licenza superiore (studiano ancora)

  • il 33% delle donne seguirebbero CERTAMENTE un corso di EDUCAZIONE AFFETTIVA.
  • il 36% seguirebbe CERTAMENTE un corso di EDUCAZIONE SESSUALE.

Secondo te, ci sono dei social che veicolano un’immagine più irrispettosa della donna rispetto agli altri?

A questa domanda sia per le donne (35) sia per gli uomini (43) Instagram ha il primato. A seguire Tik Tok per ambo i sessi (risp. 30 e 38). Mentre discorda l’opinione sulle posizioni a seguire con Twitch al terzo posto (F) e Youtube (M)per le donne. Alla domanda “I testi di cantanti rap/trap vengono spesso accusati di diffondere un’immagine irrispettosa delle donne. Sei d’accordo con questa affermazione?” l’opinione delle donne si trova maggiormente d’accordo rispetto a quella del sesso opposto. 70 ragazze si trovano molto d’accordo sul quesito posto a fronte dei 40 ragazzi.

Conclusione

Questi tra i motivi ingiustificati che spingono un motore trainato dalla follia a commettere atti irrevocabili. Alcuni dei dati che abbiamo visto sottolineano la necessità di interventi educativi e di sensibilizzazione mirati a creare una società più sicura ed equa. La collaborazione tra Telefono Donna ed Eumetra rappresenta un passo fondamentale in questa direzione. Il richiamo dell’attenzione sull’urgenza di affrontare il problema con determinazione e impegno collettivo è imperativo.

Poiché le esperienze vissute in prima persona sono l’atto estremo per arrivare a conoscenza di questi eventi. Capire che siamo noi gli artefici di un’imminente cambiamento può smuovere piccole folle e masse a comprendere la portata della violenza di genere. A maggior ragione tra giovani e giovanissimi. Poiché quando si parla di violenza di genere, non si parla un segreto di chi lo vive, bensì di tutti.

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