Gigi Proietti ed il suo Globe Theatre: ricordiamo l’attore a tre anni dalla morte

di Emanuele Fornito
6 Min.

Muore all’alba del 2 novembre di tre anni fa uno dei rappresentanti più significativi del mondo artistico italiano che, tra cinema, teatro e doppiaggio, è riuscito a far breccia nel cuore di milioni di spettatori, che ancora oggi lo ricordano con emozione. Ripercorriamo, in questo articolo, i momenti più significativi della sua carriera.

Gli esordi negli anni ’60 e l’ascesa

La carriera di Proietti inizia a metà degli anni ’60, periodo in cui muove i primi passi sia nel mondo teatrale che cinematografico. È il 1964 l’anno in cui, per la prima volta, l’attore romano riceve i primi ruoli da protagonista in rappresentazioni teatrali con il Gruppo Sperimentale 101 ed in cui esordisce al cinema, in un piccolo ruolo nel film Se permette parliamo di donne, di un giovane regista, anch’egli all’esordio, che farà la storia del cinema italiano: Ettore Scola. Gli anni seguenti determineranno l’ascesa di Gigi Proietti: soltanto 4 anni più tardi sarà protagonista del film L’urlo di Tinto Brass. La carriera teatrale, intanto, lo vede sempre più al centro di rappresentazioni sia comiche che tragiche.

Gli anni ’70: anni d’oro

Tuttavia, saranno gli anni ’70 a consacrare la carriera di Proietti che, in questi anni, fa suo il genere degli One-man show, in cui, senza direzione registica, l’attore intrattiene il pubblico grazie unicamente alle proprie doti attoriali. Gigi Proietti dà così vita a spettacoli in cui la musica, il ballo, l’imitazione e la risata si uniscono nella capacità intrattenitiva di un unico uomo sul palcoscenico, in grado di attirare su di sé l’attenzione del grande pubblico. Il successo fu tale che molti artisti finirono per apprezzare il giovane Proietti, tra cui Federico Fellini, il quale notoriamente pensò a lui come protagonista del suo Casanova.

Successo e “declino”

Alla carriera cinematografica e teatrale Proietti affiancò quella di doppiaggio, che lo portò a prestare la propria voce ad attori come Robert De Niro, Dustin Hoffman, ma anche Marlon Brando e Kirk Douglas. Intanto, nel 1976 recita in quello che diventerà un film cult della commedia italiana: Febbre da cavallo. Corrisponde all’uscita di questo film, tuttavia, un leggero declino cinematografico che colpisce l’attore, il quale inizierà, negli anni ’80 e ’90, ad interessarsi anche al piccolo schermo, tra conduzioni e ruoli in sceneggiati TV.

Una vita fuori dal palcoscenico

La vita di Gigi Proietti fu dedita al teatro anche indirettamente. La volontà dell’attore romano di promuovere e sostenere l’arte teatrale, infatti, lo portò alla fondazione, nel 1979, del Laboratorio di esercitazioni sceniche, formando una nuova generazione di attori teatrali. Ma è nel 2003 che Proietti dà vita al suo sogno. In occasione del centenario di Villa Borghese, a Roma, il comune dà alla luce l’idea dell’attore di costruire una fedele riproduzione del Globe Theatre di Londra, il teatro shakespeariano più celebre dell’età elisabettiana. Nasce così il Silvano Toti Globe Theatre, ridenominato ad oggi Gigi Proietti Globe Theatre, inaugurato con la rappresentazione di Romeo e Giulietta (regìa dello stesso Proietti).

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L’incerto destino del Gigi Proietti Globe Theatre

A tal proposito, risulta incerto il destino del teatro elisabettiano ideato da Proietti, inagibile da settembre 2022. Come riportato da ANSA qualche giorno fa, il comune di Roma ha intenzione di salvaguardare il patrimonio culturale del teatro, promuovendo una perizia tecnica che determinerà l’agibilità del complesso teatrale. In caso di esito negativo, quest’ultima struttura sarà demolita per poi essere ricostruita.

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Gigi Proietti, attore poliedrico

Quella di Proietti, sino alla sua morte, è stata una carriera vasta e varia, che ha portato l’attore romano a divenire un simbolo della commedia romana e del cinema e della televisione italiana. L’eredità lasciata da Gigi Proietti è ingente, e siamo sicuri che riuscirà a far ridere gli italiani ancora per moltissimi anni.

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Scritto da Emanuele Fornito


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