Game of Thrones, ChatGPT potrebbe risolvere il problema dell’attesa

di Carola Antonucci
6 Min.

La saga letteraria Game of Thrones di George R.R. Martin – da cui è stata tratta la trasposizione televisiva promossa da HBO – è ferma al suo quinto libro dal 2011. Nel corso di questi anni, i fan della saga sono letteralmente impazziti nell’attesa che lo scrittore regalasse loro il capitolo finale de Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

C’è chi trova subito la soluzione al problema

Molti di questi fan hanno forse perso le speranze, ma altri non si danno per vinti. É, infatti, arrivata subito una soluzione che prevedrebbe l’uso dell’Intelligenza Artificiale. Nel lontano 2011 non vi era senza ombra di dubbio nulla che potesse competere con queste nuove tecnologie in grado persino di scrivere un intero libro.

Oggi, a tentare l’impresa è Liam Swayne – fan della saga – che ha scelto di usare l’AI per completare il tanto desiderato e atteso The Winds of Winter per poi concludere in via definita la saga con il successivo A Dreams of Springs. Liam ha fornito a ChatGPT tutte le informazioni necessarie tratte dai precedenti volumi, ogni dettaglio dei personaggi creati da Martin e sull’evoluzione che avrebbe preso lo storyline della saga.

Il risultato è sorprendente. Grazie a Liam ora ChatGPT ha regalato uno dei tanti possibili epiloghi per la saga che ha rapito, con i suoi intrighi, milioni di fan in tutto il mondo.

La lunghezza dei romanzi è, per altro, molto simile se non identica a quelli scritti da George R.R. Martin e la trama è molto avvincente e per nulla scontata. Quello che manca – e si nota – è la mano dell’uomo. Il sentimento dietro la penna che ha dato vita ai personaggi tanto amati quanto odiati.

Lo schema dei libri proposto da Liam per l’epilogo di Game of Thrones

Game of Thrones, AI ci restituisce l'epilogo tanto atteso

Liam Swayne – programmatore di mestiere e fan della saga nel tempo libero – ha chiesto all’AI di scrivere i romanzi secondo un unico parametro che lui stesso ha ideato sotto forma di schema.

Lo stesso schema lo ha poi riproposto per i successivi 45 capitoli di The Winds of Winter. L’AI ha analizzato ogni punto tracciato nelle linee guida e lo ha trasformato in storia, lo ha poi redatto in forma completa e ideato intrecci e colpi di scena come li partorirebbe una mente umana.

Molti fan hanno sostenuto che il finale pensato da ChatGPT sia migliore di quello ideato dagli sceneggiatori della serie tv. La serie televisiva, infatti, non ha aspettato che Martin concludesse la saga per trarne ispirazione, ha già concluso con il finale che gli sceneggiatori ritenevano più adatto. Finale che ha reso scontenti molti spettatori.

I colpi di scena sono lineari alla trama di Game of Thrones

Molto probabilmente, quello che più ha stupito e creato hype è la capacità che l’AI ha dimostrato. Ha creato, a partire da pochi dati, due interi romanzi che risultano perfettamente lineari a quanto ci si aspetterebbe da un libro dello scrittore ideatore della saga.

La struttura del libro non ha nulla da invidiare ai precedenti, ChatGPT è riuscita a creare dei personaggi che si muovono nel mondo di GOT perfettamente e coerentemente, regalando continuità alle vicende. Il personaggio di Illyrio ne è la dimostrazione lampante, compare nei primi capitoli, poi esce di scena e ricompare capitoli dopo quando la sua presenza è indispensabile per la scena. Lo stesso vale per altri personaggi.

Questo colpo di scena si adatta bene all’universo di GOT e aumenta la tensione per il resto della storia.

Liam Swayne, l’ideatore del progetto si ritiene soddisfatto di quanto scoperto.

Perché l’uso dell’AI non dovrebbe preoccupare gli scrittori?

Game of Thrones, Liam Swayne completa la saga al posto di Martin con l'AI

Nonostante il grande successo che l’iniziativa ha raggiunto, c’è una cosa fondamentale che non è riuscita a cogliere. Sappiamo tutti che la parte indispensabile per la saga di G.R.R. Martin sia la morte improvvisa e del tutto inaspettata di alcuni personaggi. A volte proprio i protagonisti verso i quali il lettore ha sviluppato un certo affetto.

In questo il generatore automatico di testi guidato dall’Intelligenza Artificiale non è stato “bravo”. Sembra, infatti, che il programma si sia quasi rifiutato a far scomparire i personaggi centrali.

Liam spiega che, essendo un Intelligenza Artificiale si serva di prodotti sul mercato per analizzare i diversi casi. Ha spiegato come molti autori sono restii a far morire personaggi principali e che Martin è un’eccezione, motivo per cui non ha saputo dare il tocco umano che avrebbe dato lo scrittore.

Questo esperimento ha dato quindi una sorta di fiducia nella mano degli scrittori e nell’editoria, riconoscendo sì la potenza delle nuove tecnologie, ma riconoscendo anche la straordinaria mente umana che non può essere sostituita.

Scritto da Carola Antonucci.

fonti: everyeye, GQ Italia


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