G7, accordo per lo stop al carbone entro il 2035

di Mirko Aufiero
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I Paesi del G7 si sono impegnati ad azzerare la produzione energia a carbone entro il 2035. Sì anche al nucleare e ad una “Coalizione per l’acqua” per affrontare la crisi idrica globale

Dal 28 al 30 aprile si è tenuto a Torino il G7 Ambiente, Energia e Clima, terminato con l’accordo firmato alla Reggia di Venaria. I ministri del G7 si sono impegnati a «eliminare progressivamente la generazione di energia a carbone» entro il 2035, o in un «periodo coerente con il mantenimento dell’aumento della temperatura entro un grado e mezzo».

Si tratta di un proseguimento e di una traduzione a livello nazionale di quanto già stabilito alla COP28, tenutasi a Dubai lo scorso dicembre. Già allora, 116 Paesi si erano impegnati a triplicare la produzione di energia rinnovabile entro il 2030, e altri 22 a triplicare la produzione di energia atomica entro 2050.

I punti chiave al G7: il carbone

Il punto centrale dell’accordo riguarda lo stop al carbone per la produzione di energia elettrica. Come già accennato, i Paesi del G7 si sono impegnati a realizzare questo obiettivo entro il 2035 o in un «periodo coerente» per mantenere l’aumento della temperatura entro 1,5°C. Inoltre, viene riconosciuto un ruolo fondamentale alla «cooperazione con Paesi e partner internazionali» per lo stop all’aprovazione di nuove centrali a carbone.

Per la decarbonizzazione sarà fondamentale il ruolo dei Paesi in via di sviluppo, motivo per cui al G7 i ministri hanno deciso di «promuovere l’utilizzo di tecnologie e soluzioni di decarbonizzazione» in questi Paesi. Tra queste sono incluse la produzione locale di combustibili e materie prime sostenibili.

Nonostante in Europa – ad eccezione della Germania – la domanda di carbone sia piuttosto bassa, lo stesso non si può dire del resto del mondo. Come riportato dall’IEA, nel 2022 il carbone corrispondeva al 5,4% del mix energetico italiano, contro il 20,5% tedesco nello stesso anno. Tra i membri del G7, il Paese a farne il maggior uso per la produzione di energia elettrica è il Giappone (30% nel 2023).

In Asia il carbone arriva in media al 48,3% del mix energetico. Fondamentale l’impatto della Cina – il più grande produttore e consumatore di energia al mondo – dove nel 2021 il carbone raggiungeva il 60.6%. Per l’India invece il carbone rappresentava nel 2021 il 44.6% del mix energetico, numero che sale al 71.5% se si considera la sola produzione di elettricità.

Il nucleare

Riguardo il nucleare, l’accordo prevede di «promuovere  il responsabile dispiegamento delle tecnologie per l’energia nucleare, compresi reattori avanzati e reattori modulari di piccole dimensioni, compresi i microreattori». Si stabilisce inoltre di «lavorare collettivamente per condividere le migliori pratiche nazionali, inclusa la gestione responsabile dei rifiuti» e di «rafforzare il coordinamento nello sviluppo di progetti commerciali tra i membri interessati del G7 e i mercati terzi».

Altro argomento trattato in occasione del G7 è la fusione nucleare. Per questa ci si impegna a «promuovere la collaborazione internazionale per accelerare lo sviluppo e la dimostrazione di impianti di fusione». Al fine di «condividere le migliori pratiche ed esplorare aree di collaborazione reciproca», sarà creato il G7 Working Group on Fusion Energy.

Il metano

I Paesi del G7 si sono impegnati anche a «portare avanti uno sforzo collettivo per una riduzione del 75% delle emissioni globali di metano derivanti dai combustibili fossili – inclusa la riduzione dell’intensità delle emissioni di metano per operazioni petrolifere e sul gas – entro il 2030».

È previsto inoltre il sostengo ai «Paesi in via di sviluppo nella riduzione del metano emissioni provenienti dal settore dei rifiuti, anche attraverso il miglioramento dell’efficienza delle risorse e dell’economia circolare».

La coalizione per l’acqua

Alla reggia di Venaria è stata stabilita la nascita della Coalizione del G7 per l’acqua, riconoscendo «l’importanza dell’acqua per lo sviluppo sostenibile, la prosperità e la pace».

Tra i suoi obiettivi ci saranno quelli di identificare «obiettivi e strategie comuni» per affrontare «la crisi globale dell’acqua ed enfatizzare il ruolo degli approcci multi-settoriali».


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