Schumacher, ripercorriamo la carriera dopo 10 anni dall’incidente

di Carola Antonucci
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 14 Min.

Nel mondo delle corse automobilistiche, pochi nomi brillano con la stessa intensità di Michael Schumacher. La sua straordinaria carriera ha riscritto gli standard di successo in Formula 1, ma è stata segnata da un tragico incidente durante una vacanza in famiglia che ha cambiato radicalmente la sua vita. In questo articolo, esploreremo i trionfi, le sfide e la resilienza di un’icona del motorsport, focalizzandoci sul coraggioso percorso di Michael Schumacher prima di quell’incidente che ha sconvolto il mondo il 29 Dicembre 2013.

L’esordio nel 1991

Siamo al circuito di Spa-Francorchamps, il 24 agosto del 1991. Michael ha 22 anni e vanta un solo titolo nel campionato F3 tedesco. Il suo destino però, inizia da molto lontano quando, nell’inverno dell’anno precedente, il pilota titolare della Jordan, Bertrand Gachot, è stato lasciato a piede libero in attesa di giudizio. Gachot aveva litigato e danneggiato un taxista con lo spray urticante e il processo ha avuto inizio proprio in agosto del ‘91.

Ma mentre Gachot paga per il suo comportamento, un giovane Schumacher è stato convocato per un test improvvisato per provare la Jordan con il posto del pilota vacante. La notizia fa il giro delle testate sportive e i tifosi sono tutti in fermento, in attesa di vederlo a lavoro.

Esordio in Jordan, 1991
© Formula

Il mondiale è tutto in mano al brasiliano della McLaren, Ayrton Senna. La Ferrari, rispetto all’anno precedente, non è in grado di combattere per un titolo e, fino ad allora, a preoccupare il brasiliano c’è solo la Williams di Nigel Mansell.

Dopo la qualifica dal pole di Senna, chi spicca tra tutti è proprio Michael che conquista l’ottavo miglior tempo, accaparrandosi poi il settimo per una penalizzazione in griglia. Tutti increduli, ma soprattutto il neo compagno di squadra di origini italiane, Andrea de Casaris. Nonostante il ritiro in gara, solo dopo 4 curve, riesce a non smorzare le aspettative. La promessa dell’automobilismo è giunta e, da allora, è stata solo un’ascesa.

La rivalità in pista, Schumacher vs Senna

Nel 1992 Ayrton vanta 3 titoli mondiali, Schumacher invece è solo all’inizio della sua carriera. Eppure, c’è qualcosa negli occhi del tedesco che fa preoccupare anche uno dei più forti campioni. Siamo di fronte ad una lotta generazionale, il campione che si scontra con l’astro nascente della Formula 1 con la voglia di mostrare al mondo il suo potenziale.

Schumacher e Senna, 1992
© GQ Italia

Sul circuito di Nevers Magny-Cours, nel 1992 si è disputato il Gran Premio di Francia. È proprio in questo GP che la rivalità tra il campione e il futuro della F1 si mostra a tutto il mondo. Già nel Gran Premio del Brasile, gli accenni si erano visti quando, Senna per problemi tecnici provoca dei rallentamenti a Schumacher in gara. In Francia, Ayrton è costretto al 4° ritiro in 8 gare ed è visibilmente amareggiato.

Alla Forcella Adelaide, Schumacher tenta l’attacco determinando il ritiro del brasiliano e la rottura della sua ala anteriore. A causa della forte pioggia, la gara viene sospesa e Ayrton raggiunge a piedi la griglia. Davanti alle telecamere, uno dei più accesi dibattiti della storia del motorsport. Ancora oggi non siamo a conoscenza di tutto il discorso a causa della troppa confusione, ma siamo certi che il campione brasiliano gli ha spiegato quanto fosse importante il dialogo tra piloti.

Con queste esatte parole «No, non capisci e non va bene. Come oggi, hai rovinato tutto. Non succede niente, vengo e parlo con te. Non parlerò con lui, o con lui o con nessuno. Vengo a parlare solo con te», dall’alto della sua esperienza, ha regalato una lezione di vita che farà da base per il futuro sorprendente di Michael.

Spa è nel destino di Schumacher, il primo successo in carriera

È in Belgio, a Spa proprio dove tutto ebbe inizio, che Michael si guadagna la prima vittoria in carriera. Il Kaiser, con la sua Benetton, chiude avanti alle due Williams di Nigel Mansell e di Riccardo Patrese. Una gara con molta pioggia dove Senna sbaglia strategia, mentre quella di Schumacher risulta essere vincente. Monta le gomme slick, intuendo la fine della pioggia e anticipando, così, il pit stop.

È il primo tedesco a vincere in Formula 1 dopo Jochen Mass che vinse nel 1975 con il Gran Premio di Spagna.

I primi due titoli: 1994 e 1995

Il suo primo titolo è segnato da uno scandalo. Si parla ancora oggi di un’irregolarità della vettura che gli fanno guadagnare una squalifica che lo escluderà anche da Gran Premio d’Italia a Monza e dal Gran Premio del Portogallo ad Estoril.

Schumacher, primo mondiale 1991
© Formula 1

Nonostante questi eventi, il 13 Novembre 1994, Schumacher si laurea campione del mondo sulla sua Benetton Ford B194. Si parla ancora di questa gara, molto discussa, per l’azione del Kaiser nei confronti del rivale Damon Hill, partiti in seconda e terza posizione. Il tedesco riesce a tenere dietro l’inglese fino al 35esimo giro, quando arriva lungo alla curva East Terrace, sbattendo contro le barriere. La Benetton di Michael tocca la Williams di Hill e viene sbalzata per aria finendo poi contro le gomme di protezione successive.

Il sogno del primo titolo sembra essere svanito, ma il destino è a favore del pilota di Kerpen. Damon è costretto a rientrare ai box in anticipo per il danno alla sua Williams, poi ritirandosi. Consegnando, così, il titolo a Schumacher.

Il 1995 è l’anno del suo secondo titolo. Stagione decisamente più facile rispetto a quella precedente. Se da un lato la parola facile ha accompagnato il secondo titolo, le prestazioni memorabili sono sempre presenti. Proprio a Spa, in Belgio, come ormai è scritto sul suo filo del destino, Michael ottiene la vittoria. Parte dalla dodicesima posizione e arriva fino alla linea del traguardo, davanti a lui solo l’acqua che bagna ogni cosa, accompagnata dal vento. Con gomme da asciutto, il Kaiser vince nonostante la pioggia.

L’arrivo nel cavallino rampante, gli anni con la rossa

Schumacher, dopo 10 anni dalla tragica vicenda, ripercorriamo la sua carriera
Michael e Jean Todt © Corriere

Il guanto di sfida viene gettato, riportare la Ferrari in alto, far riascoltare le note dell’inno di Mameli e far battere nuovamente i cuori di tanti tifosi. A coglierlo è proprio Michael nel 1996. La vettura, però, non è particolarmente efficace. Nonostante ciò, conquista 3 vittorie tra cui quello indimenticabile a Monza, nel tempio della velocità.

Il primo con la rossa arriva poco prima, a Barcellona. Nessuno riesce a tenere il suo passo gara, dietro di lui una distanza da silenzio assordante. Consacra definitivamente la sua abilità di guida anche su bagnato.

L’anno dopo, il 1997, è importante per il cavallino rampante. Ritorna a lottare per il titolo grazie proprio al pilota di Kerpen. L’episodio al circuito di Jerez de la Frontera, per il Gran Premo d’Europa disputato in Spagna dal ‘94 al ‘97, gli chiede come pegno il titolo. È l’ultima gara e Schumacher vuole a tutti i costi vincere. Tenta di portare fuori pista, volutamente, Jacques Villeneuve, ma come segno del karma è costretto al ritiro, rinunciando al mondiale.

Per il gesto, viene squalificato dall’intero campionato, ma la notizie arriva dopo una lunga attesa.

Gare memorabili tra rivalità e infortunio

Il 1998 e il 1999 sono due anni difficili per Michael. Nel primo, il rivale al titolo è Mika Hakkinen. Malgrado ciò, regala comunque gare memorabili tra cui quella di Silverstone e Budapest. Il titolo sfuma quando, David Coulthard, ostacola volutamente il tedesco per favorire il compagno di squadra, Hakkinen.

Il secondo è invece l’anno dell’infortunio che lo tiene lontano dalle corse troppo a lungo. Rientra solo a due Gran Premi dalla fine della stagione, in Malesia. L’intento è quello di aiutare Eddie Irvine, ma con scarsi risultati. Episodio che genera altrettante polemiche, come quasi ogni gesto di Michael, come se essere una promessa debba anche, inesorabilmente, portare tanta negatività. Viene accusato di non avercela messa tutta per aiutare il compagno di scuderia.

Il terzo titolo

Il terzo titolo arriva in un momento ancora più bello. Il mondiale del 2000 coincide, infatti, con il primo in rosso e dopo 21 anni per la scuderia del cavallino.

A Monza l’emozione rischia di far uscire i cuori di tutti i tifosi, e anche del Kaiser, fuori dal petto. È proprio Michael a piangere quando, nelle interviste post Gran Premio gli viene comunicato di aver eguagliato Ayrton Senna. Scomparso nel 1994.

Poi nel 2001 e nel 2002, il quarto e il quinto titolo. Quest’ultimo conquistato con 6 gare in anticipo.

Il 2003 porta con sé il sesto mondiale, ma questo molto più sudato. Il giovane Kimi Raikkonen è in lizza per il suo primo titolo, ma deve arrendersi alla forza del dominio del Kaiser che vince con soli 2 punti di distacco.

l'ultimo titolo mondiale di Michael
© Motori Fanpage

L’ultimo mondiale in carriera è proprio con la rossa, nel 2004. La sua vettura viene definita la migliore di sempre, anche a distanza di tempo. 12 vittorie nelle prime 13 gare. Indimenticabile quella a Magni-Cours conquistata con 4 soste ai box.

Il primo ritiro arriva nel 2006 dove sfiora persino l’ottavo titolo. In Cina è la sua ultima vittoria in carriera con la tuta rossa. A Suzuka, però, un guasto alla macchina lo allontana dalla vittoria del campionato. Dopo una prestazione grandiosa in Brasile, Michael comunica il suo ritiro, spezzando il cuore di molti appassionati.

Il ritorno a sorpresa, due anni con Mercedes

Schumacher ultimo anno in F1
SAO PAULO, BRAZIL – NOVEMBER 25: Michael Schumacher, Brazilian Formula One Grand Prix at the Autodromo Jose Carlos Pace, 2012 in Sao Paulo, Brazil. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Il 2010 è l’anno in cui Schumacher sorprende tutti con il suo ritorno in Formula 1. Nessuno si aspetta di rivederlo in pista, eppure riesce a regalare altri due anni magnifici ai suoi fan. Con Mercedes, e a capo Ross Brawn, Michael si toglie lo sfizio dell’ultimo podio in carriera, a Valencia. Causa l’età e la fame di vittorie dei piloti più giovani e future promesse della Formula 1, nel 2012, Schumacher sente di dover dire basta. Lo fa dopo il suo ultimo Gran Premio del Brasile.

L’anno dell’incidente di Schumacher

Nel 2013, Michael è lontano dalla scena automobilistica da un anno. Sempre più convinto di volersi godere la famiglia e i due figli, Mick e Gina-Maria.

È proprio durante le vacanze di Natale che il destino sceglie una strada diversa. A Meribel, nell’Alta Savoia, su una pista diversa da quelle a cui è abituato, da scii, una terribile caduta spezza troppo presto la sua vita. Il Kaiser è, da allora, monitorato da specialisti nella sua casa sul Lago Lemano in coma, ma dopo 10 anni le speranze sono ormai vane.

A rompere il silenzio, il fratello Ralf al tabloid tedesco Bild. «Mi manca il mio Michael di allora».


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