Dov’è finito Vegas Jones?

di Alessio Pio Pierro
10 Min.

Che fine ha fatto il rapper milanese di “Malibu”?

Per poter parlare bene di Vegas Jones e del suo stile musicale bisogna tornare 7 anni a ritroso, nel 2016. Quest’anno segnerà decisamente il corso della scena rap italiana, anzi della trap, perchè sarà questo l’anno in cui il genere popolare americano sbarcherà nella penisola.

Dopo gli sporadici brani che anticipavano il genere di Jesto, Guè e Marracash, un’orda di giovani quell’anno si anticipano come i protagonisti degli anni a venire della musica in Italia.

Sfera Ebbasta il primo dei tanti, con l’album dal nome omonimo si afferma dopo essersi fatto conoscere con XDVR. Laioung ottiene successo con “Giovane Giovane” in collaborazione con Izi e Tedua che saranno poi i maggiori esponenti della “Nuova scuola genovese”. Il primo pubblica “Fenice” che con la canzone “Chic” fa cantare milioni di ragazzi italiani. Tedua nel frattempo prepara il suo primo album “Orange County California” che l’anno dopo anticiperà la drill.

Da citare inoltre il rapper tunisino Ghali, con “Ninna Nanna” infatti ottiene in un anno 5 milioni di play su spotify, 11 milioni di views su youtube (ora più di 100) e un disco di platino. Marracash e Guè Pequeno si confermano come “i king della trap” con l’album Santeria, 3 dischi di platino e primo posto nelle classifiche italiane. Estratte dall’album le note canzoni: “Nulla Accade”, “Insta Lova”, “Salvador Dalì” e “Scooteroni RMX” in featuring con Sfera. Lanciano inoltre produttori come Shablo e Charlie Charles.

All’interno di tutti questi grandi dell’odierna scena trap, Vegas Jones, più vicino al rap tipico degli anni ’10 dei Club Dogo, si fa spazio per prendersi il suo posto nella scena.

Ma chi è nello specifico Vegas Jones?

Matteo Privitera, in arte Vegas Jones, nasce a Garbagnate Milanese, un comune nella periferia di Milano, il 28 Settembre del 1994. Vive però prevalentemente a Cinisello Balsamo, comune a Nord del capoluogo lombardo. Qui stringe rapporti col già citato Sfera Ebbasta, inoltre vive ancora a Cinisello -e come da lui affermato- si sente molto vicino al posto in cui è cresciuto.

«Frequento le stesse persone di sempre. E sono più felice io per il mio amico storico che ha trovato finalmente lavoro dopo la laurea di quanto lui sia felice per me per i miei risultati in classifica. Non mi considero superiore, siamo tutti allo stesso livello»

Il nome Vegas è dovuto all’ammirazione dell’artista per il personaggio di Vincent Vega, protagonista del film “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino. Jones è invece in onore di Nasir Jones, rapper americano.

Sin dai suoi primi anni di vita si appassiona alla musica, in particolare alla black music ed alla cultura statunitense, per citarne alcuni: Marvin Gaye, Bobby Hebb, Ray Charles e Pink Floyd. Ma anche all’elettronica, con “Berlin Calling” di Paul Kalkbrenner, come racconta a Rolling Stone in un’intervista del 2019.

Inizialmente si da al graffitismo, poi inizia la sua carriera musicale tra i banchi di scuola pubblicando i suoi primi video su YouTube. Famoso nella scena freestyle della sua zona, nel 2014 vince il OneShotGame organizzato dalla label Honiro, cui gli offre un contratto. Pubblica nel 2015 il suo mixtape d’esordio “Oro Nero” dove già è presente un’emergente musicalità trap all’interno del suo bagaglio musicale. Aiutato anche dall’influenza dei suoi colleghi e dall’entrata nell’etichetta di Don Joe “DogZilla Empire”, nel 2016 fa uscire “Chic Nisello”, che si aggiudica il disco d’oro grazie ad un suono più evoluto rispetto al mixtape precedente. In questo progetto Vegas può vantare già collaborazioni con artisti del calibro di Emis Killa in “Gucci Benz”, Laioung in “Gang” e Nitro in “Trankilo”, che verrà certificata in seguito disco d’oro e di platino.

La fama con “Yankee Candle”,”Bellaria” e “Malibu”.

A differenza dei vari Sfera Ebbasta, Ghali e Izi, l’anno di Vegas Jones è di sicuro il 2017. Con la firma del contratto con la Universal e l’uscita del brano “Yankee Candle” il rapper milanese consacra la sua carriera musicale, grazie ad esso otterrà infatti un disco di platino e l’acquisizione di notorietà nella scena nazionale.

Dopo un dj-set tour ospite dei locali di tutta Italia affianco al producer italo-georgiano Boston George, chiude l’anno con 2 singoli di platino, 3 singoli d’oro e l’annuncio dell’album “Bellaria”. Il 23 Marzo del 2018 esce per l’Universal l’album omonimo che vanta collaborazioni con MadMan, Gemitaiz e Guè Pequeno. Il secondo estratto dell’album “Malibu” viene certificato triplo platino e raggiunge la top 20 delle canzoni più ascoltate in estate. Inoltre, appena ricevuto il primo disco d’oro per “Bellaria” decide di regalarlo al comune di Cinisello Balsamo dove il sindaco decide di collocarlo al centro del locale centro culturale perchè sia d’ispirazione ai più giovani.

«Sono sempre stato un sognatore, e se nei film l’eroe riceve le chiavi della città, io fantasticavo di donare il mio disco d’oro alla città in cui tutto è cominciato»

Vegas Jones
Vegas Jones in un frame nel video del brano “Malibu”

Successivamente fa uscire anche una collaborazione internazionale con il gruppo americano One Republic nel singolo “Start Again”. L’anno si conclude con l’uscita della riedizione dell’album “Bellaria Gran Turismo” cui il brano al suo interno “Pelle d’oca” viene certificato disco d’oro.

Il declino

Da quell’anno in poi si può notare una discesa in termini di ascolti e di fama per la carriera del rapper di Cinisello con l’album “La Bella musica” dove è presente nel brano “Presidenziale” il featuring con Fabri Fibra. L’album verrà certificato disco d’oro dopo 2 anni e, nonostante l’uscita dell’EP “Giro Veloce” e la comparsa a Sanremo nella serata delle cover con Aiello, il nome di Vegas Jones si farà sentire sempre meno.

Perchè questo declino?

«Mi fa piacere quando mi dicono che bisogna riascoltare due o tre volte le mie strofe per capire cosa intendo, perché vuol dire che ho qualcosa da comunicare. Per me è importante fare album che abbiano dei contenuti e trasmettano qualcosa alla gente»

La ragione principale del declino di un’artista che potrebbe venire in mente a chiunque tra voi che state leggendo, potrebbe essere l’abbassamento della qualità dei suoi brani. Ma non è così, anzi con i suoi album, EP e singoli successivi a “Bellaria” sembra ci sia stata addirittura un’evoluzione soprattutto nelle liriche e nelle produzioni.

Il motivo invece può essere la sua controtendenza, come già anticipato, seppur si sia trovato in un periodo storico nella musica dove la trap è esplosa e, seppur facendone uso, non l’ha mai abbracciata completamente. Non è di sicuro il trapper che fa canzonette per scalare le classifiche, il motivo per cui fa rap è perchè vuole ancora raccontare qualcosa, proprio come si faceva nell’Hip Hop Old School.

Blackout Magazine difatti afferma:

La bella Musica” disco rilasciato nel novembre 2019 è un prodotto musicale di buona caratura ed è ricco di canzoni di qualità e di contenuti. Non ha ricevuto grandi ascolti però, forse per la scelta dell’artista di avere all’interno della tracklist solo un feat (Fabri Fibra). Un’opzione di controtendenza, data la moda straripante di inserire all’interno degli album quante più collaborazioni possibile, per ottenere maggiore visibilità.

..Sull’essere sottovalutato ha influito anche il fatto di non essere mai stato troppo preso in considerazione dalla riviste di settore, anche nei suoi periodi di maggior successo. A ciò si va ad aggiungere il fatto di voler essere un ‘lupo solitario’, non essendo mai entrato in un gruppo vero e proprio (come possono essere per esempio la sopracitata Machete o Wild Bandana) e quindi il non aver sfruttato il successo degli altri.

Per concludere, Vegas Jones, è qualitativamente ancora uno dei più “forti” della scena italiana, ma forse la sua volontà di mantenere salde le radici e la sua mentalità “purista” sembrano essere armi che lo colpiscono, per via di un tipo di musica e di marketing che va sicuramente dalla parte opposta.

Scritto da Alessio Pio Pierro


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