Viva l’ozio: a Seul l’esaltazione del “Dolce far niente”

di Alessia Agosta
5 Min.

I Greci e i Romani ci vedevano molto più lungo della società attuale. Durante i loro imperi, l’ozio era parte fondamentale della giornata e spesso ne decantavano i prodigiosi effetti. 
Nel 1880, John William Waterhouse dipingeva il “Dolce far niente”, espressione tipicamente italiana.
Oggi, sembra che la società si sia dimenticata cosa significhi riposare, non pensare ai problemi per un certo lasso di tempo durante la giornata.
A venire in soccorso di tale problema ci pensa Seul, con le “Olimpiadi del far niente”.

Space-Out: l’iniziativa per promuovere il far niente

Obiettivo: non addormentarsi e, soprattutto, non toccare il cellulare. Chi mantiene la frequenza cardiaca più stabile vince il premio: una statuetta che riprende “Il Pensatore”, una scultura di Auguste Rodin.
Il concorso è stato fondato dall’artista Woopsyang in seguito a un esaurimento nervoso. Il messaggio che vuole trasmettere è chiaro: il tempo in cui non si fa nulla non è tempo perso, ma un momento di cui si ha un estremo bisogno, per non sovraccaricare il nostro organismo.
La peculiarità di questa competizione è che, mentre i partecipanti sono seduti sui tappetini da yoga a non far niente, il pubblico attorno a loro è in costante movimento. Questo, per dimostrare la differenza tra chi riposa e chi, invece, è sempre di corsa.

Perché siamo sempre di corsa?

La società in cui si è immersi influenza in maniera diretta ogni aspetto di vita. 
Negli ultimi anni, per un qualche motivo, è diventato indispensabile sfruttare ogni minuto della giornata, e non sempre praticando un hobby amato. 
La frenesia quotidiana risucchia tutte le energie delle persone, che sempre più frequentemente sperimentano la Cronofagia: il termine deriva dalla parola greca “chronos”, che significa “tempo”, e “phagein”, che significa “mangiare”.
Le persone, quindi, si sentono sempre in lotta contro il tempo, una faida senza fine che avrà sempre come vincitore, il tempo. Perché è fugace, perché è inevitabile che sfugga dalle mani.
La cronofagia è conseguenza diretta dell’ipercapitalismo, che richiede che ogni momento della giornata sia legato al senso più ampio di produttività. È inevitabile che le persone si possano sentire inadeguate, quando capiscono di non essere robot e di non poter eseguire troppi compiti insieme, o scoraggiate, perché la loro prestazione non soddisfa i canoni attuali di velocità e rendimento.

Persone contro il Tempo: se solo collaborassero…

Il tempo è un bene estremamente prezioso, che viene donato al momento della nascita di ogni essere vivente e che, per la sua importanza, deve essere protetto.
È un concetto assai astratto, e qualcuno potrebbe pensare che il tempo sia solo l’insieme delle parti di una giornata, della vita.
Resta, in ogni caso, importante che ogni persona goda del tempo che gli viene regalato e lo sfrutti per sé. Per affrontare meglio il sovraccarico a cui la società è esposta, si potrebbe cambiare mentalità e vedere il lavoro come un’attività che serve per potersi godere al meglio il tempo restante.
Le nonne recitano spesso “dolce far niente”, subito dopo il dovere viene il piacere, e un’infinità di altri detti che elogiano l’ozio, perché è importante.
Riposare la mente e il corpo serve per ricaricarsi ed essere più produttivi, ispirati. Una persona che si ritaglia del tempo per oziare non lo sta sottraendo al lavoro o ad altre attività quotidiane, sta facendo in modo di rendere quelle attività ancora più proficue. 
Invece di vedere il tempo come un nemico da sconfiggere, attraverso la semplice pratica dell’ozio, lo si rederebbe più prezioso, e sia dedicarsi alle attività quotidiane che oziare acquisterebbero importanza.

olimpiadi dolce far niente Seul

Vivere il momento, apprezzare le piccole cose (ma molto piccole e impercettibili, come potrebbe essere una leggera brezza tra i capelli), per ritrovare un equilibrio e apprezzare il vero tempo importante, la vita.
Lo spiegava Luca Argentero nel film “Eat, Pray and Love” a Julia Roberts, «The sweetness of doing nothing. We are masters of it». Proviamo a ricordarlo quando sentiremo troppo il peso delle incombenze.

Immagine in copertina fonte: Sky Tg24


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