Decolonizzazione e neocolonialismo: come persiste il potere coloniale

di Mirko Aufiero
7 Min.

Nonostante il processo di decolonizzazione avvenuto nella seconda metà del XX secolo, esistono ancora strumenti con cui le potenze coloniali cercano di controllare le ex-colonie

La decolonizzazione è stato un processo sviluppatosi a partire dalla Seconda guerra mondiale, attraverso il quale territori sottoposti al regime coloniale si sono resi indipendenti dalle potenze colonizzatrici.

Questo processo tuttavia non è avvenuto all’improvviso con il conflitto mondiale – pur avendo avuto da esso una forte spinta propulsiva – ma ha radici più antiche. Queste possono essere rintracciate già nella colonizzazione stessa.

Il processo di sviluppo avviato dagli stessi colonizzatori – orientato a favorire gli interessi del paese colonizzatore – portò infatti a un mutamento nella società dei colonizzati. Lo sviluppo economico permise la creazione di élite economiche e culturali che, se da un lato guardavano con interesse al modello occidentale, dall’altro iniziarono ad sposare ideali nazionalistici e ad aspirare all‘indipendenza.

Questi ideali trovarono riscontro nella realtà tramite la creazione di movimenti di massa, che guidati dalle élite iniziarono a sfidare i colonizzatori. Le azioni di questi movimenti si tradussero in disordini e sollevazioni popolari, ma anche in atti di resistenza passiva – è il caso di Ghandi in India.

A queste azioni, si aggiunse nel corso del secolo scorso anche una mutata prospettiva in Europa. Se nel corso del XIX secolo la prospettiva degli europei era quella di colonizzare per esportare la civiltà e il progresso occidentale, a partire dal secolo XX ci fu un cambio di rotta. Ciò è riconducibile alle istanze provenienti dalla sinistra, ispirate dal marxismo in chiave leninista. Proprio Lenin aveva infatti definito l’imperialismo come «fase suprema del capitalismo».

Guerre mondiali e decolonizzazione

File:Decolonization of Africa PL.PNG - Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Decolonization_of_Africa_PL.PNG

Una forte spinta al processo decolonizzazione si verificò proprio nel periodo a cavallo delle due guerre. I paesi colonizzati coinvolti nel conflitto chiedevano infatti maggior autonomia o l’indipendenza per il contributo dato al conflitto.

Fu in questi anni che iniziarono a emergere le basi per il futuro processo di decolonizzazione, rintracciabili già nella Carta della Società delle Nazioni. In quest’ultima venne infatti prevista l’istituzione del “mandato“, una forma di gestione delle colonie meno oppressiva e che portò all’indipendeza di alcuni paesi alla sua scadenza.

È il caso dell‘Iraq, diventato indipendente nel 1931 al termine del mandato britannico, ma anche quello della Palestina nel 1948. È col termine del mandato britannico che ha avuto luogo la creazione dello Stato d’Israele e in prospettiva di quello mai nato palestinese.

In questo contesto, la Seconda guerra mondiale colpì fortemente la potenza militare ed economica dei grandi imperi coloniali europei, sempre più in difficoltà nel gestire le colonie. Inoltre, i principi sanciti dalla Carta dell’ONU e nella successiva Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai paesi e ai popoli coloniali andavano nella direzione della decolonizzazione.

Questo processo prese effettivamente forma con l’indipendenza della maggior parte dei territori sottoposti al regime coloniale in Africa e Asia. Si tratta di un fenomeno non sempre avvenuto in maniera pacifica – il caso dell’Algeria è esemplare – e proseguito fino agli ultimi anni dello scorso secolo.

Neocolonialismo: la Francia come caso studio

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Se da un lato gli ex paesi colonizzatori hanno ceduto il controllo politico diretto delle vecchie colonie, non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’economia. Questo fenomeno prende il nome di neocolonialismo, ossia un insieme di politiche attraverso le quali i paesi maggiormente sviluppati cercano di controllare l’economia dei paesi in via di sviluppo per trarne vantaggi economici e politici.

Ad essere protagonisti di questo fenomeno non sono solo gli Stati, ma anche multinazionali e istituzioni. In particolare, lo scopo di questo approccio è considerato quello di «bloccare la crescita nei paesi in via di sviluppo e mantenerli come fonti di materie prime e manodopera a basso costo».

Il neocolonialismo si manifesta tramite politiche economiche, finanziarie e commerciali. Uno dei paesi che più viene citato nel mostrare come si manifesta questo fenomeno è la Francia.

Nonostante la decolonizzazione avvenuta nell’Africa francofona, infatti, la Francia continua a tutelare in maniera decisa i propri interessi nelle ex colonie. Particolarmente rilevante, è il ruolo che Parigi continua ad esercitare nella regione del Sahel, scossa dai ripetuti golpe militari. Golpe che – indirizzati contro leader filofrancesi corrotti impopolari – hanno cavalcato i sentimenti antifrancesi diffusisi dopo decenni di neocolonialismo.

Il franco CFP francese

USARAF provides support to French military, partner nation… | Flickr https://www.flickr.com/photos/usarmyafrica/11995115293 photo by: http://www.usaraf.army.mil/

Emblematico è il caso del franco CFP (Cambio Franco Pacifico), moneta creata negli anni ’40 dalla Francia per le sue colonie africane. Ancorato all’euro e gestito da Parigi, il franco CFP è tutt’oggi in uso in 14 paesi africani. La sua adozione è tuttavia fonte di notevoli controversie.

Da un lato i suoi sostenitori ritengono che questa valuta possa proteggere i 14 stati africani dall’inflazione e dall’incertezza. Dall’altro i critici sostengono che in cambio di questa stabilità i paesi che lo utilizzano versino al ministero del Tesoro francese più denaro di quanto ne ricevano.

Inoltre, la Francia di Macron ha sempre mantenuto una forte presenza in paesi come Mali, Burkina Faso e Niger per combattere i jihadisti dell’ISIS e di Al-Qaeda. Tuttavia, i ripetuti fallimenti francesi nel perseguire quest’obiettivo hanno minato la credibilità di Parigi, a vantaggio della Russia che ha espanso la sua presenza tramite i contractors della Wagner.


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