Ddl ratifica dell’accordo con l’Albania, presto in mano alle Camere

di Emanuele Lo Giudice
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Il Ministro degli Esteri Tajani presenta il Ddl ratifica dell’Accordo con l’Albania, sostenendo che sia diverso da quello tra Gran Bretagna e Ruanda.

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Il Ministro degli Esteri Tajani ha annunciato il disegno di legge di ratifica dell’accordo sui migranti con l’Albania. La volontà del governo Meloni è di metterlo in mano il prima possibile alle Camere, sotto il cui vaglio deve passare il testo. Nel Ddl sono presenti anche le « norme e gli stanziamenti per l’attuazione del protocollo ». 

Il testo, cui rimane contraria tutta l’opposizione, riafferma il Trattato Roma-Tirana del 1995. A rimarcarlo è sempre il Ministro degli Esteri, che richiama l’articolo 19 del suddetto Trattato, che prevede collaborazione bilaterale in materia migratoria.

Il testo dell’accordo ha creato divisione politica e ha attirato critiche, soprattutto perché contro le dirette comunitarie. La Commissione Europea, tramite la Commissaria per gli Affari interni, ha fatto sapere che esso « non viola il diritto dell’UE, in quanto ne è fuori ». L’Albania, infatti, non è uno Stato membro dell’UE, questione riguardo la quale Tajani si è espresso favorevolmente, annunciando il sostegno dell’Italia all’entrata dell’Albania, « paese amico ».

GB-Ruanda vs Italia-Albania

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L’Accordo Italia-Albania è stato accostato molte volte a quello tra la Gran Bretagna e il Ruanda del 2022, bloccato pochi giorni fa dalla Corte Suprema. Questo prevedeva la « ricollocazione » dei richiedenti asilo entrati illegalmente nel Regno Unito, dichiarato dal Ministro dell’Interno del Governo Johnson come « soluzione innovativa ».

Il Ministro degli Esteri Tajani, oggi, ha sostenuto dinnanzi al Parlamento che il Protocollo Italia-Albania non è paragonabile a quello anglo-ruandese, non essendoci esternalizzazione della gestione delle domande di asilo. L’accordo inglese infatti non prevedeva nulla per evitare il rimpatrio nei paesi d’origine dei richiedenti asilo. « Non si deroga ai diritti internazionalmente garantiti » ha continuato Tajani, indicando che questi sono ripetutamente affermati nel Protocollo. 

Dalla Camera il via libera al governo per attuare in modo efficace e urgente il protocollo. Contro i 189 voti favorevoli l’intera maggioranza, che ha bocciato all’unanimità la risoluzione. 

Le critiche

Tra le critiche all’Accordo vi è quella di illegittimità, che prevedrebbe la revoca del Protocollo. A richiederla il Tavolo Asilo e Immigrazione. La ragione sarebbe l’esternalizzazione delle frontiere e lo spostamento d’azione in materia migratoria al di fuori del territorio UE, nel quale il diritto comunitario non trova applicazione. L’accordo, secondo Amnesty International, potrebbe portare a gravi violazioni dei diritti umani, in quanto viola il principio del non respingimento e attuerebbe pratiche di detenzione illegittima. Dal momento in cui le persone soccorse vengono salvate dalle autorità italiane, queste sono sotto giurisdizione italiana. Non è possibile trasferirle in uno Stato terzo prima che la richiesta d’asilo sia stata esaminata. 

Inoltre, un grande dibattito si è aperto riguardo i rifugiati lgbtq+, i quali verrebbero indirizzati verso un paese che nel codice penale ha ancora articoli (21) che ne menzionano il termine, sebbene l’omosessualità sia stata depenalizzata nel 1995.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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