Ddl Nordio e abuso d’ufficio, di cosa si tratta?

di Alessia Giurintano
3 Min.

La Commissione Giustizia del Senato approva il ddl Nordio, cancellando così il reato d’abuso d’ufficio.

Si dichiara soddisfatta la presidente della Commissione, Giulia Bongiorno. Il suo obiettivo, infatti, era quello di portare al tavolo delle decisioni tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione, per poterli rivedere singolarmente.

Sempre Giulia Bongiorno, che è anche Responsabile Giustizia della Lega, motiva la cancellazione del reato spiegando la necessità di dare priorità a reati più gravi, come la corruzione.

Il Ddl porta il nome di Carlo Nordio, nel ruolo di Guardasigilli, e ha ottenuto la maggioranza con Italia Viva.

Abrogazione dell’articolo 323 del codice penale: l’abuso d’ufficio

Carlo Nordio, ha espresso così la sua soddisfazione in merito:

L’abrogazione di questo reato evanescente, richiesta a gran voce da tutti gli amministratori di ogni parte politica, contribuirà a un’accelerazione delle procedure e avrà quell’impatto favorevole sull’economia.

Di cosa si tratta?

Il reato di abuso d’ufficio sussiste nel momento in cui un pubblico ufficiale agisce per il proprio interesse, indebitamente. Allo stesso modo può agire per beneficio di terzi, causando danni ad altri, non rispettando i propri doveri ufficiali. La pena prevista -fino ad ora- prevede la reclusione da 1 a 4 anni.

In sintesi, l’abuso d’ufficio prevede un uso inadeguato, poiché scorretto, delle funzioni pubbliche.

Era davvero necessario cancellarlo, per evitare il rischio che superasse reati amministrativi, per così dire, più gravi.

ddl nordio e abuso d'ufficio

Tutte le forze politiche contrarie alla cancellazione

Con l’approvazione dell’articolo 1 del ddl Nordio, di fatto, si cancella l’abuso d’ufficio come reato e di conseguenza le pene previste.

PD e M5S mostrano il proprio dissenso: il primo sostiene un conseguente vuoto normativo, a discapito della tutela dei cittadini, il secondo parla di normalizzazione dell’abuso di potere.

Il grande spunto di riflessione, per l’Italia che si muove spesso in controtendenza, arriva direttamente da Bruxelles. La Commissione Europea, nel Rapporto sullo Stato di Diritto scrive:

È stata presentata una proposta di legge che mira ad abrogare il reato di abuso di ufficio pubblico e a limitare la portata del reato di traffico di influenze: queste modifiche depenalizzerebbero importanti forme di corruzione e potrebbero compromettere l’efficace individuazione e lotta alla corruzione.

E non solo, la decisione del’Italia violerebbe la Convenzione Onu di Merida, firmata anche dal nostro paese, in merito agli strumenti di contrasto alla corruzione.

Nello specifico, tale Convezione obbliga gli Stati firmatari ad impegnarsi nell’attuare politiche di prevenzione e contrasto, volte al settore pubblico e a quello privato.

Dunque: è tutto sbagliato, tutto da rifare?

Articoli Correlati