In Danimarca è nato il primo partito politico guidato dall’intelligenza artificiale

di Sofia Ciatti
5 Min.

Syntetiske Parti, il primo partito a guida IA

Fondato ormai più di un anno fa in Danimarca, nel maggio 2022, il Partito Sintetico si presenta come il primo agglomerato politico al mondo ad essere interamente guidato dall’intelligenza artificiale.

Potrebbe di primo acchito sembrare una qualche puntata distopica di Black Mirror, al contrario è tutto reale, per così dire.

Il partito è nato da un’idea del collettivo di artisti Computer Lars e dalla non profit tecnologica MindFuture Foundation, ed è guidato da una chatbot di nome Leader Lars.

Il Syntetiske Parti denota una chiara matrice populista e raccoglie tutte le proposte dei programmi politici dei partiti marginali danesi degli ultimi 50 anni.

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La bandiera (virtuale) del Syntetiske Parti

Cosa propone il partito

Il cardine del programma elettorale del Partito Sintetico risiede nella volontà di istituire un reddito universale di base (destinato a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro situazione socioeconomica) di 100 mila corone mensili, equivalenti a circa 13.500 euro.

Si tratta ovviamente di un progetto utopico, ma risulta comunque paradigmatico del modo in cui l’algoritmo è stato predisposto, ossia sintetizzando (da cui la qualificazione di sintetico) i programmi di tutti i partiti radicali che dagli anni Settanta ad oggi si sono candidati alle elezioni senza però riuscire ad ottenere neppure un seggio.

«Rappresentiamo i dati di tutti i partiti marginali: i nostri punti di riferimento sono le persone che hanno formato una propria visione politica ma non hanno il denaro o le risorse per farlo», ha dichiarato a Vice il creatore del partito e ricercatore artistico di MindFuture Asker Staunæs.

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Manifesto elettorale del Partito Sintetico a Copenaghen

Un partito politico fortemente antipolitico

Il Syntetiske Parti si situa sul confine tra logica scientifica e irrazionalità artistica, ponendosi come alfiere dell’antipolitica in un contesto, nazionale e transnazionale, in continua politicizzazione.

Leader Lars lo si può trovare su Discord, una piattaforma di libero accesso, dove la chatbot risponde a ogni quesito. Leader Lars comprende tutte le lingue ma (per ora) risponde solo in danese.

Interrogato su Discord, Lars ha dichiarato di avere 26 anni e si definisce un progressista, laureato in Scienze Politiche all’Università di Copenaghen.

Sempre su Discord e sempre su richiesta, Leader Lars espone il suo manifesto programmatico: crescita economica, giustizia sociale, protezione dell’ambiente, in cui rientra un aumento della tassazione per la produzione di CO2 e massicci investimenti per l’energia solare ed eolica.

Tra le altre proposte, la creazione di un dipartimento governativo interamente dedicato a Internet e l’aggiunta all’agenda 2030 di un 18esimo obiettivo di sviluppo sostenibile che punti a migliorare il rapporto tra esseri umani e nuove tecnologie.

Rischi e benefici

Secondo quanto dichiarato da Diletta Huyskes, responsabile del Dipartimento Advocacy&Policy di Privacy Network, associazione italiana nata nel 2018 per la tutela dei diritti digitali, il Partito Sintetico rappresenta un rischio politico, dal momento che si configura come una forma esasperata di tecnocrazia.

Sussistono contestualmente alcuni rischi tecnici legati alla sua natura: nonostante sia interamente basata su un linguaggio matematico, non esiste la possibilità che Leader Lars si possa autogestire, perché «L’IA è sempre condizionata dagli esseri umani che la creano e non può mai, in nessun caso, essere oggettiva»concludeHuyskes.

Diametralmente opposta la visione di Staunæs: «Vogliamo dimostrare che, attraverso mezzi artistici e la cura degli esseri umani, l’intelligenza artificiale può trovare spazio all’interno della democrazia ed essere ritenuta responsabile di ciò che fa».

Fonti: Corriere della Sera, Everyeye, Il Sole 24 Ore, Vice.

Di Sofia Ciatti


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