Serina umana: antidoto contro il vampirismo batterico

di Alessia Mircoli
3 Min.

Un’importante scoperta scientifica sta gettando nuova luce sulle infezioni batteriche che minacciano la vita umana, aprendo la strada verso potenziali trattamenti salvavita. Ricercatori della Washington State University hanno identificato un fenomeno noto come “vampirismo batterico“, in cui alcuni batteri, tra cui Salmonella enterica, Escherichia coli e Citrobacter koseri, si dirigono verso il siero. Una volta raggiunta la componente liquida del sangue umano, si nutrono di serina, un amminoacido essenziale. Questa scoperta promette di rivelare nuovi dettagli su come avvengono le infezioni del sangue e potenzialmente rivoluzionare il loro trattamento.

La ricerca

La ricerca, condotta dal team della Washington State University, ha svelato che i batteri responsabili di gravi infezioni sanguigne hanno la capacità di individuare e raggiungere rapidamente la serina nel sangue umano. Utilizzando potenti microscopi, i ricercatori hanno simulato il sanguinamento intestinale. Hanno  iniettando minuscole quantità di sangue umano sotto la lente di un microscopio e osservato i batteri che si dirigevano verso il siero. Hanno scoperto, così, che ci impiegano meno di un minuto a raggiungerlo.

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Il ruolo della serina

La serina, un amminoacido essenziale presente anche in molti alimenti proteici, si è rivelata essere un fattore chiave nell’attrarre i batteri responsabili di infezioni sanguigne. I batteri del genere Salmonella, in particolare, sono stati individuati come dotati di uno speciale recettore proteico chiamato Tsr. Questo consente loro di percepire e trovare la serina nel sangue umano. Attraverso la tecnica avanzata della cristallografia, i ricercatori hanno osservato gli atomi del recettore interagire con la serina. Questo ha permesso loro di aprire la strada allo sviluppo di farmaci mirati per contrastare questa capacità dei batteri.

Tutto bene quel che finisce bene..

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Il ruolo del chiave della serina nell’attrarre i batteri patogeni nel sangue umano potrebbe portare alla scoperta dello sviluppo di nuovi farmaci. Questi mirerebbero a bloccare questa interazione, inibendo l’abilità dei batteri di trovare nutrienti nel sangue. Potrebbero, quindi, migliorare in modo significativo le prospettive di trattamento per pazienti affetti da gravi malattie infiammatorie e croniche dell’intestino riducendo il rischio di infezioni del sangue e aumentando loro la sopravvivenza.


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