Crollo di un cantiere nel fiorentino, ancora un disperso

di Alessia Giurintano
3 Min.

Firenze. Nella mattinata del 16 febbraio si verifica il crollo in un cantiere. 4 le vittime accertate e un disperso. 

A cedere è stato uno dei piloni del cantiere, in cui si stavano svolgendo i lavori per la costruzione del Supermercato “Esselunga”. 

I corpi delle vittime rinvenuti rispondono al nome di: Mohamed Toukabri (54), Mohamed El Ferhane (24), e Taoufik Haidar (45), Luigi Coclite (60). 

Continuano le ricerche del disperso Bouzekri Rachimi (56), con ogni mezzo e unità di soccorso al lavoro. 

Il crollo del cantiere distrugge il sogno dei migranti 

Storie di vita, di speranza, di futuro e di famiglia. 

Lungi da ogni tipo di retorica, con il crollo del cantiere si spezzano anche i progetti delle vittime. 

Padri, mariti, e un giovane ragazzo, la cui necessità è partita dal mare per annientarsi fra le macerie. 

E come spesso accade, le tragedie risvegliano questioni irrisolte, e sollevano polemiche. 

Numerosi i messaggi di cordoglio, la vicinanza espressa dalla città di Firenze e dal Santo Padre, a cui si aggiunge la posizione della politica sul tema. 

La segretaria del Pd ha dichiarato l’intenzione di voler riproporre la questione all’attenzione del governo, il quale ha gli strumenti per poter fronteggiare l’emergenza. 

Intervengono anche i sindacati di Filea e Cgil, che chiedono una revisione delle norme di tutela, da estendere a tutti i lavoratori. 

Crollo di un cantiere

Condizioni di lavoro e irregolarità diffusa 

Dopo la tragedia, si è attivata una ricerca relativa alle condizione dei lavoratori e alla presenza di operai irregolari. 

Il focus della questione si è spostato, ma il problema è urgente e fattuale: non si può morire così, non si deve. 

Garantire la sicurezza sul lavoro è un impegno e una responsabilità politica e civile. 

Lungi da ogni retorica, ancora, un buon governo dovrebbe preservare la salute e la sicurezza dei suoi cittadini. 

Ma è possibile sollevare un altro interrogativo: l’intervento dell’uomo e la manipolazione della natura hanno delle conseguenze: l’urbanizzazione sì, ma a che costo? 


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