Crisi Medio Oriente: alta l’allerta per lupi solitari e infiltrati in Italia

di Christian Sangaletti
3 Min.

L’inizio della crisi in Medio Oriente fa ritornare alta l’allerta per la minaccia jihadista in Italia.

La Premier ha ravvisato la possibilità di un rischio di emulazione degli atti criminali che potrebbe arrivare anche nel nostro Paese.

Il Ministero dell’Interno, ha valutato tutte i possibili pericoli: dall’azione di un ‘lupo solitario’ alle infiltrazioni di elementi pericolosi tramite il flusso migratorio, passando per la riattivazione di cellule islamiste sul territorio italiano. Osservata speciale anche la propaganda pro-Hamas che si sta svolgendo sul web.

Oltre a questo, ci sono anche da tutelare i possibili obiettivi israeliani: sinagoghe, ambasciate e interessi commerciali.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha disposto «l’innalzamento del livello di attenzione verso ogni possibile obiettivo e un rafforzamento delle misure di prevenzione sul territorio».

Alla riunione erano presenti i vertici delle forze di Polizia e quelli delle agenzie di intelligence, operativo anche il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

Per il momento, non sono pianificate azioni ostili verso l’Italia, ma al Viminale si seguono con attenzione tutti i possibili elementi di rischio. Per i prossimi mesi, questi elementi, si annunciano complicati e carichi di tensioni per gli apparati di sicurezza del nostro territorio.

La riunione sulla crisi in Medio Oriente, si è conclusa con l’invito a rafforzare – a 360 gradi – la vigilanza verso ogni possibile obiettivo.

In tutta Italia, da sabato, i Comitati provinciali per la sicurezza hanno potenziato i presidi su indicazione di Vittorio Pisani, capo della Polizia.

La circolare di Pisani sottolinea la necessità di «rafforzare i servizi di vigilanza e controllo del territorio a carattere generale e sensibilizzare con effetto immediato le misure di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, culturali, economici e commerciali israeliani, ebraici e palestinesi e di ogni altro sito e/o interesse ritenuto a rischio per la circostanza»..

Tra i punti più sensibili, figurano i Ghetti ebraici, le sinagoghe, le ambasciate Israeliane e Palestinesi in Italia e la Santa Sede.

di Christian Sangaletti

Fonti: ANSA, La Stampa, Il Sole 24 Ore


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