Cos’è il Parlamento europeo, in poche parole

di Mirko Aufiero
10 Min.

Tra il 6 e il 9 giugno si terranno in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea le elezioni per il Parlamento europeo. Si tratta dell’istituzione in cui i cittadini europei sono direttamente rappresentati a livello dell’Unione, ed esercita insieme al Consiglio la funzione legislativa.

In vista delle Europee, vediamo come funziona, quali sono le sue sedi, chi e quanti sono gli eurodeputati e qual è il suo ruolo.

Le basi per capire il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo è l’istituzione dell’Unione europea rappresentativa dei cittadini europei. Questi eleggono ogni 5 anni i suoi membri, il cui numero è variabile. La storia del Parlamento è molto lunga, e si può ripercorrere a ritroso fino al 1952, data in cui venne istituita l’Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA).

Il nome attuale arriva nel 1962, ma il cambiamento più importante risale al 1979, data delle prime elezioni per il Parlamento europeo. Prima di allora il Parlamento era composto da delegati scelti dai parlamenti nazionali tra i propri membri, con procedure diverse per ogni Stato.

Spesso però questi delegati si trovavano a ricoprire una doppia carica – nei rispettivi parlamenti nazionali e nel Parlamento europeo – e, dato il ruolo minoritario che il PE aveva all’epoca, tendevano a concentrarsi sui primi. Inoltre, poiché i delegati erano designati dai parlamenti nazionali – e quindi non eletti come oggi – tale istituzione aveva una scarsa rappresentatività.

Le cose sono cambiate con le elezioni del 1979, in cui vennero eletti gli allora 410 eurodeputati.

Le sedi del Parlamento europeo

https://www.flickr.com/photos/ueenperu/15649802107

Il Parlamento europeo dispone di tre sedi, in ognuna delle quali si avvengono attività diverse. La prima sede a Strasburgo, dove si svolgono le sessioni plenarie. La seconda è a Bruxelles, dove si svolge il lavoro ordinario, mentre la terza si trova in Lussemburgo.

In quest’ultima opera il segretariato generale del Parlamento, il principale organo amministrativo del PE.

Quanti sono gli eurodeputati

Nel corso degli anni il numero di eurodeputati è variato più volte – soprattutto per l’entrata di nuovi membri nell’Unione – e non c’è un numero fisso. Dei paletti sono stati fissati con il trattato di Lisbona del 2009, in cui è stato stabilito che il loro numero non può essere superiore a 751.

Nella legislatura che sta per concludersi il numero di eurodeputati è stato pari a 705, compresa la Presidente del PE Roberta Metsola. Nella prossima saranno 720, ripartiti in modo proporzionale tra gli Stati membri in base alla popolazione. Sono tuttavia previsti degli aggiustamenti – criterio degressivamente proporzionale – in modo da garantire maggior rappresentatività agli Stati più demograficamente piccoli.

Di fatto, gli Stati più grandi hanno un numero di eurodeputati inferiore a quello che gli spetterebbe con un criterio proporzionale perfetto. Al contrario, Stati come Cipro e Malta ne hanno un numero maggiore.

Nella prossima legislatura il Paese ad avere più eurodeputati sarà la Germania (96), seguita dalla Francia (81). Terza l’Italia (76).

Gli eurodeputati nel Parlamento europeo

File:European Parliament - Hemicycle.jpg - Wikimedia Commons

Una volta terminate le elezioni europee, gli eurodeputati eletti si iscrivono nei gruppi politici del Parlamento europeo. Questi sono organizzati su affinità politiche e sono espressione di uno o più partiti europei.

Ogni gruppo deve essere composto da almeno 23 eurodeputati, rappresentare almeno un quarto degli Stati membri e nessun deputato può aderire a più gruppi. Importante è ricordare che gli eurodeputati rappresentano i cittadini di tutta l’Unione e non soltanto quelli del proprio Paese, nonostante tendano a farsi carico degli interessi nazionali.

Ad oggi i gruppi politici sono sette:

A questi si aggiungono i “non iscritti“, ossia quei deputati che non appartengono a nessun gruppo politico.

Come è organizzato il Parlamento europeo

Come già accennato, è presente all’interno del Parlamento europeo la figura del Presidente, eletto per un periodo di due anni e mezzo con possibilità di rinnovo. Il suo compito è sovrintendere i lavori dell’assemblea e dei suoi organi, far rispettare le regole del Parlamento e rappresentare il PE all’esterno e presso le altre istituzioni dell’Unione.

Al Presidente si affiancano 14 vicepresidenti e cinque questori, i quali costituiscono – insieme al Presidente – l’Ufficio di presidenza.

Esistono poi altri organi politici, tra cui la Conferenza dei presidenti e la Conferenza dei presidenti di commissione. La prima si occupa – tra le altre cose – dell’organizzazione dei lavori del PE, della programmazione legislativa e delle relazione con le altre istituzioni dell’UE.

La seconda invece è composta dai presidenti di tutte le commissioni e ha il compito di garantire una migliore cooperazione fra le commissioni parlamentari.

Le commissioni si occupano di preparare il lavoro del Parlamento europeo, e sono specializzate in determinati settori. Possono essere permanenti o speciali, e il numero dei loro membri è variabile. Oggi esistono 20 commissioni permanenti, con un minimo di 25 membri fino ad un massimo di 88.

Le funzioni

File:Entrance of the European Parliament building, Brussels, Belgium.jpg - Wikimedia Commons

Il Parlamento europeo esercita all’interno dell’Unione la funzione legislativa insieme al Consiglio, e ha assunto maggior potere nel corso degli anni. All’inizio era dotato del solo potere consultivo, ossia si limitava ad emanare pareri mentre le decisioni venivano prese in seno al Consiglio.

La situazione è cambiata con l’Atto unico europeo del 1986, che ha introdotto la procedura di cola procedura ordinaria.

La differenza sta nel fatto che nella procedura ordinaria è necessario l’assenso di entrambe le istituzioni affinché una proposta sia approvata. Nella procedura di consultazione invece il Parlamento europeo deve esprimere un parere, che però non è vincolante.

Inizialmente la procedura di consultazione era la procedura ordinaria, mentre oggi è stata relegata ad alcune materia specifiche.

In questo modo, il Parlamento esercita la funzione legislativa in posizione di equilibrio con il Consiglio. Tuttavia, il Parlamento europeo non ha il potere di iniziativa legislativa, che spetta alla Commissione. Ciò che però il Parlamento può fare è stimolare la Commissione a presentare proposte normative su determinate questioni (potere di pre-iniziativa).

Nello specifico, il Parlamento può emanare una serie di atti legislativi differenti, di cui alcuni hanno natura vincolante e altri no. Quelli vincolanti sono i regolamenti, le direttive e le decisioni. Non sono invece vincolanti le raccomandazioni e i pareri.

Importante è anche il ruolo di supervisione e controllo che il Parlamento europeo ha nei confronti delle altre istituzioni dell’Unione e sul budget dell’UE.

Infine, da ricordare è il legame tra la Commissione e il Parlamento. Quest’ultimo infatti, dopo le elezioni, vota la nuova Presidenza della Commissione proposta dal Consiglio. Se la maggioranza è a favore, il candidato o la candidata diventa il/la presidente della Commissione Europea. In caso contrario, il Consiglio deve trovare un’alternativa entro un mese.


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