Cosa sta succedendo a Khaled El Qaisi

di Alessia Giurintano
4 Min.

Khaled El Qaisi, un giovane cittadino italiano e palestinese, è stato arrestato il 31 agosto scorso dalle autorità israeliane, mentre era in compagnia della moglie Francesca Antinucci e il loro figlio di 4 anni.

Con la passione dei documenti storici palestinesi, è stato arrestato in assenza di reato o accusa.

Il giovane si trovava in vacanza con la sua famiglia, ma il loro viaggio si è interrotto al valico di Allneby, nei territori occupati tra la Cisgiordania la Giordania.

L’uidenza del 1 ottobre 2023, ha disposto la sua scarcerazione.

Chi è Khaled El Qaisi

Nato a Gerusalemme il 10 gennaio 1995, è figlio di un sindacalista plaestinese, sostenitore di una Palestina libera e pacifica.

Ha vissuto lì fino all’adolscenza, periodo in cui perse il padre a causa di una malattia.

Dopo questo lutto, la famiglia del giovane Khaled, ha deciso di trasferirsi in Italia.

Khaled è un ricercatore presso la Sapienza di Roma, e lavora come traduttore nel centro di documentazione palestinese.

Membro dell’associazione Giovani Palestinesi d’Italia, risiede con moglie e figlio nel quartiere popolare di Centocelle.

arresto Khaled El Qaisi

L’arresto che lascia perplessi e le udienze

Dall’arresto del 31 agosto scorso Khaled è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Petah Tikwa in assenza di accuse formali.

Costretto all’isolamento per le prime due settimane, gli è concesso solo un breve incontro col suo legale arabo-palestinese.

Il suo legale e la stampa israeliana, sono vincolati dal cosiddetto gag order, l’ordine di bavaglio, che impedisce la diffusione di qualsiasi informazione.

Il tutto resta quindi in uno stato di segretezza che non trova spiegazione.

Le udienze in cui è stato citato Khaled sono state tre, e in ognuna il giudice ha indetto una proroga di detenzione, fino all’ultima del 1 ottobre 2023.

In nessuna, però, il giudice ha espresso i motivi della detenzione.

L’ultima udienza e la scarcerazione

È stato scarcerato dal Tribunale di Rishon, dopo l’ennesima proproga di undici giorni, nell’udienza del 1 ottobre 2023.

La scarcerazione prevede però delle condizioni rigide, e inoltre le autorità israeliane continueranno ad indagare.

Khaled dovrà quindi rimanere a disposizione, senza lasciare il Paese per almeno sette giorni, con l’obbligo di consegna del passaporto.

La ministra Boldrini, La Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma, e Amnesty International hanno mostrato vicinanza alla famiglia.

Di Alessia Giurintano

Fonti: Ansa, Tgcom24, Dire, Il Post, Il Caffè Geopolitico


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