Cos’è successo questa settimana: Ucraina e accuse di corruzione in Liguria

di Mirko Aufiero
6 Min.

L’arresto per corruzione del presidente della Liguria e l’offensiva russa in Ucraina. Cos’è successo questa settimana in Italia e nel mondo.

L’inchiesta sui casi di corruzione in Liguria

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Porto_Genova_0121.JPG https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cf/Porto_Genova_0121.JPG Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons corruzione Ucraina

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, è stato messo agli arresti domiciliari martedì, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione, aver agevolato la mafia e falso.

Si tratta di una doppia inchiesta sviluppatasi tra Genova e La Spezia. I casi di corruzione ruoterebbero attorno alle concessioni portuali in cambio di denaro e favori, da un lato. Dall’altro ci sono i casi di voto di scambio, legati a doppio filo con il clan Cammarata di Riesi.

Tra le numerose figure coinvolte ci sono Aldo Spinelli, imprenditore ed ex presidente del Genoa (ai domiciliari) e Paolo Emilio Signorini. Quest’ultimo è l’amministratore delegato del gruppo Iren ed ex presidente dell’autorità portuale che gestiva il porto di Genova.

Come si legge sugli stralci dell’ordinanza cautelare pubblicati dai media, Toti avrebbe elargito favori in cambio di fondi per la campagna elettorale:

«In occasione e in concomitanza delle quattro competizioni elettorali che si sono susseguite» dal 2021 al 2022 «Toti, pressato dalla necessità di reperire fondi per affrontare la campagna elettorale, ha messo a disposizione la propria funzione e i propri poteri per favore di interessi privati, in cambio di finanziamenti, reiterando il meccanismo con diversi imprenditori».

Il Gip di Genova Paola Foggiani nell’ordinanza cautelare

Come riporta IlPost, i favori agli imprenditori sarebbero fruttati al comitato elettorale di Toti 74.100 euro. Tra gli impegni presi da Toti ci sarebbe il rinnovo di una concessione trentennale di un terminal del porto di Genova.

La concessione è stata affidata ad una società composta al 55% dal gruppo Spinelli e al 45% da Msc. Per ottenerla, Spinelli avrebbe pagato 15mila euro anche a Signorini, all’epoca presidente dell’autorità portuale del Mar Ligure Occidentale.

Coinvolto nell’inchiesta anche Matteo Cozzani, capo di gabinetto di Toti e coordinatore della lista «Cambiamo con Toti Presidente» alle Regionali liguri del 2020. Al centro ci sarebbero i suoi rapporti con i fratelli Arturo e Italo Testa, considerati vicini a Venazio Maurici. Sindacalista della Cgil, Maurici è considerato un referente del clan di Riesi, affiliato a Cosa Nostra.

I fratelli Testa sono accusati di aver promesso posti di lavoro e case popolari alla comunità riesina di Genova durante le elezioni regionali del 2020. In cambio, dai riesini sarebbero dovuti arrivare almeno 400 voti per la lista di Toti.

Per quanto riguarda Maurici, l’accusa è di corruzione elettorale per aver barattato un voto per la lista di Toti in cambio di un posto di lavoro per il compagno della figlia.

Ucraina, i russi avanzano nella regione di Kharkiv

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ukraine_regions_map.png https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/Ukraine_regions_map.png Peter Fitzgerald, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons corruzione Ucraina

Proseguono i combattimenti nell’oblast di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina. Qui Mosca avrebbe catturato diversi villaggi durante un’offensiva a sorpresa lanciata venerdì.

Come riferito da fonti ucraine alla CNN, l’obiettivo era «era quello di arrivare a 10 km di profondità e creare una zona cuscinetto al confine per proteggere il territorio russo dalla guerra».

Secondo Oleh Syniehubov, capo dell’amministrazione militare di Kharkiv, non ci sarebbe però una minaccia per la città, capoluogo dell’oblast e seconda città del Paese:

«Pesanti combattimenti continuano a Strilecha, Pylyna, Borysivka, nella zona di Oliynykove e Ohirtseve. I combattimenti continuano nell’area degli insediamenti che in realtà si trovavano nella “zona grigia” […] Non esiste alcuna minaccia di un’operazione di terra per Kharkiv».

Con il termine «zona grigia» Syniehubov fa riferimento a quella porzione di territorio conteso, ossia non soggetto al pieno controllo Kyiv né di Mosca.

Come sottolinea il Guardian, l’offensiva russa potrebbe avere l’obiettivo di costringere l’Ucraina a spostare truppe sul fronte settentrionale a protezione di Kharkiv, proprio mentre proseguono i combattimenti su quello meridionale e orientale.

Inoltre, Mosca starebbe cercando di sfruttare il periodo favorevole – creato dal ritardo degli aiuti occidentali – per massimizzare i guadagni territoriali.


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