Cosa dice la legge italiana sul reato di violenza sessuale

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 9 Min.

Quali sono le pene in Italia per la violenza sessuale? E cosa accade negli altri Paesi europei?

Il caso di cronaca dello stupro di Palermo del 7 luglio ha riaperto il dibattito sul reato di violenza sessuale. C’è chi sostiene che le pene attuali siano troppo morbide e che andrebbero inasprite, anche adottando strumenti come la castrazione chimica.

Ma è davvero così? Tralasciando i dettagli del singolo caso di cronaca, andiamo ad analizzare cosa dice il codice penale italiano sulle violenze sessuali e confrontiamolo con le norme degli altri Paesi europei.

Le pene per le violenze sessuali

Quali sono le pene in Italia per le violenze sessuali? Davvero sono troppo morbide? E cosa accade negli altri paesi europei?

Affinché si verifichi il delitto di violenza sessuale, per il codice penale italiano sono necessari due elementi: gli atti sessuali e l’assenza di consenso della vittima.

Gli atti sessuali prevedono il contatto fisico tra zone erogene del corpo e sono invasivi della sfera sessuale della vittima. L’assenza del consenso significa invece che la vittima è stata costretta con violenza o minaccia a compiere o subire atti sessuali.

Le violenze sessuali sono punite dall’articolo 609-bis del codice penale, il quale prevede «la reclusione da 6 a 12 anni per chi, con violenza o minaccia o abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali».

Tale pena può essere aumentata di un terzo in presenza di circostanze aggravanti (Art. 609-ter c.p.), che vanno dall’uso di armi o sostanze alcoliche e stupefacenti, all’abuso di un minore.

L’aumento può arrivare alla metà della pena prevista dall’art 609-bis c.p. nel caso in cui la violenza sia stata commessa nei confronti di un minore di quattordici anni, mentre raddoppia se la vittima ha meno di dieci anni.

Nei casi di minore gravità la pena può essere diminuita di massimo due terzi, arrivando a due anni. In questi casi è possibile la sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.), con il giudice che può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni, scaduti i quali il reato si estingue.

Inoltre, chi deve scontare una pena residua inferiore ai due anni può chiedere la detenzione domiciliare in determinate condizioni (assenza di pericolosità sociale e di rischio di reiterazione del reato).

La violenza sessuale di gruppo

Quali sono le pene in Italia per le violenze sessuali? Davvero sono troppo morbide? E cosa accade negli altri paesi europei?

Nel caso dello stupro di Palermo siamo in presenza di una violenza sessuale di gruppo, punita con la reclusione da otto a quattordici anni (Art. 609 octies c.p.).

La pena può essere diminuita in alcuni casi specifici, come nei casi in cui il partecipante «abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato» o sia stato indotto a commettere il reato da chi su di lui esercitava poteri di autorità, direzione o vigilanza.

Le pene per violenza sessuale nei paesi europei

Spesso si accusa la legislazione italiana di essere troppo morbida nei casi di violenza sessuale se comparata a quella di altri Paesi Ue. In realtà, nonostante le differenze tra i codici, le pene non differiscono in modo sostanziale.

Germania

In Germania la violenza sessuale è punita dall’articolo 177 del codice penale (StGB): «Chiunque, contro l’apparente volontà di un’altra persona, compie atti sessuali su un’altra persona o li costringe a compierli, o induce questa persona a compiere o tollerare atti sessuali su o da parte di terzi, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni».

I casi più gravi sono puniti con un massimo di 15 anni (come tutti i reati che prevedono la reclusione ma non l’ergastolo). Secondo l’articolo 178, «se l’autore del reato cagiona la morte della vittima mediante violenza sessuale, coercizione sessuale o stupro (articolo 177) almeno incautamente, la pena è l’ergastolo o la reclusione per non meno di dieci anni».

Francia

In Francia lo stupro è punito dall’articolo 222-23 del code pénal, secondo cui «qualsiasi atto di penetrazione sessuale, di qualsiasi natura, commesso […] con violenza, coercizione, minaccia o sorpresa è uno stupro. Lo stupro è punito con quindici anni di reclusione».

La pena può salire a 20 anni di reclusione in diversi casi specifici, e raggiunge i 30 anni nel caso in cui la violenza provochi la morte della vittima. Lo stupro è inoltre punibile con l’ergastolo quando è «preceduto, accompagnato o seguito da tortura o atti di barbarie».

Per le “altre forme di violenza sessuale” le pene si abbassano: da un minimo di cinque anni di reclusione a un massimo di dieci con multe fino a 150mila euro.

Spagna

Il codice penale spagnolo (art. 179) prevede la detenzione da quattro a dodici anni quando «la violenza sessuale consiste nell’accesso carnale per la via vaginale, anale o orale, ovvero nell’introduzione di membra o oggetti del corpo per una delle prime due vie».

Per i casi meno gravi le pene vanno da 1 a 5 anni (art. 178), ma possono raggiungere i 15 anni in alcune circostanze (art. 180), come l’uso di armi, stupefacenti o «quando i fatti sono commessi con l’azione congiunta di due o più persone».

Molto discussa è stata l’ultima legge contro le violenze sessuali, ribattezzata legge del “solo sì è sì“, che prevede che che ogni atto sessuale compiuto senza il consenso delle persone coinvolte venga considerato e punito come stupro.

Con questa legge la Spagna va ad aggiungersi ai diciassette Paesi europei che riconoscono come stupro ogni rapporto sessuale senza consenso, allineandosi alla tendenza diffusa nel continente di riconsiderare il ruolo e le modalità del consenso nelle violenze sessuali.

Conclusioni – La violenza sessuale in Europa

Cosa dice la legge italiana sul reato di violenza sessuale

Come emerge dall’analisi dei codici penali europei, non esistono a livello europeo norme uniche sulle violenze sessuali. Nonostante gli sforzi della Commissione europea di armonizzare la criminalizzazione della violenza contro le donne, resta ancora molta strada da fare.

Il progetto della Commissione punta a fissare un limite minimo di pena per i reati di violenza sessuale a 8 anni e ad accogliere la richiesta del Parlamento europeo di rendere la violenza di genere un crimine secondo norme comunitarie al pari di reati come il terrorismo e la tratta di esseri umani.

Il Paese più avanzato in materia è la Spagna, grazie alla già citata legge del “solo sì è sì”, la quale però non è esente da critiche. Decine di condannati hanno presentato istanze di riduzione della pena ed è probabile che il governo intervenga per evitare una disomogeneità nelle sentenze dei tribunali.

Come riportato da Amnesty International, in Italia, come in altri Paesi europei, siamo ancora indietro sulle norme sul consenso. Nonostante il Belpaese abbia ratificato la Convenzione di Istanbul, secondo cui lo stupro è un «rapporto sessuale senza consenso», nel codice penale italiano il reato di stupro è ancora collegato a elementi di violenza, inganno, minaccia o abuso di autorità.

Fonti: Agi, Istat, Brocardi, Amnesty International, Il Sole 24 Ore

di Mirko Aufiero


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