Comune di Bologna: no al maschile universale

«Parole che fanno la differenza. Scrivere e comunicare rispettando le differenze di genere»

di Antonucci Carola
4 Min.

Il comune di Bologna ha di recente approvato le linee guida per abbandonare il maschile universale imposto dalle regole grammaticali dell’italiano. Questo strumento di uguaglianza aiuta l’amministrazione pubblica nella scelta di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere.

Cosa propongono le linee guida

Comune di Bologna, no al maschile universale
Vicesindaca Emily Clancy, promotrice dell’iniziativa

Il manuale, chiamato «Parole che fanno la differenza. Scrivere e comunicare rispettando le differenze di genere», propone un concetto di uguaglianza che possa bloccare la discriminazione verbale del maschile universale.

Emily Clancy, vicensindaca del comune di Bologna, ha sottolineato quanto le parole siano importanti. Che un linguaggio più inclusivo è fondamentale per far sentire i cittadini e le cittadine capiti e valorizzati nelle loro scelte. Anche in quelle di genere.

Il manuale offre diverse strategie da seguire per raggiungere l’obiettivo prefissato dal comune di Bologna, come ad esempio lo sdoppiamento del plurale. Invece di comunicare con la parola “colleghi”, si può optare per un meno semplice, ma più inclusivo, “le mie colleghe e i miei colleghi”.

Si può scegliere di usare anche strategie comunicative differenti, come suggeriscono le linee guida. Ad esempio, è consigliata l’uso della formula «se pensi di aver ricevuta una multa ingiusta», a discapito della forma non inclusiva «se pensi di essere stato multato ingiustamente».

Si sconsiglia anche la parola “uomo” e “uomini” in senso universale, preferendo – in base al contesto – “gli esseri umani”, “il personale”, “la popolazione”. O ancora, “donne e uomini” alternandolo alla forma “uomini e donne”, per non ricadere nello stereotipo del maschile anteposto.

Comune di Bologna, sì all'inclusività

Non manca il capitolo che prende in considerazione l’utilizzo di asterischi e schwa. Nascono tra i giovani per la mancanza di un neutro nella grammatica italiana. Vengono usati generalmente quando la persona con cui parliamo non si sente a suo agio nell’identificarsi in uomo o donna. Il manuale quindi comunica di usare questo espediente è da usare nel caso in cui la persona stessa si riferisce a sé in tale modo.

Da cosa nasce l’iniziativa del comune di Bologna

Manuale per l'inclusività del comune di Bologna
Il manuale distribuito dal Comune

Molto spesso quando si toccano questi temi si parla di “benaltrismo”: come mai vi occupate di questo che ci sono tante cose più importanti di cui occuparsi? Anche questo è un tema importante, significa credere in un linguaggio in cui i cittadini e le cittadine si sentano inclusi, valorizzati nelle loro differenze già quando la pubblica amministrazione parla con loro.

Emily Clancy, vicesindaca di Bologna

L’iniziativa, frutto di un lavoro di squadra e approvata dalla giunta, vuole dimostrare che i sentimenti di ogni cittadino sono importanti per l’amministrazione pubblica. Creare il manuale è servito come punto di riferimento per la comunicazione interna ed esterna.

Questo approccio linguistico che può essere visto dai molti come benaltrismo, è fondamentale per avviarsi verso un clima dove tutti si sentano inclusi e valorizzati.

Di Carola Antonucci.


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