Come si può aumentare la felicità? La scienza risponde

di Maugeri Costanza
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 4 Min.

Quali sono i fattori che modulano la felicità? E’ questa la domanda alla quale oggi vogliamo rispondere.

L’aspetto affascinante vive nel fatto che non esiste una risposta univoca perchè la felicità dipende, semplificando, da due macro fattori: l’ereditarietà e il rapporto che il singolo instaura con la società.

Gli studi degli anni passati: quanto influisce la genetica nella felicità?

Gli studi condotti negli scorsi decenni hanno evidenziato l’importanza del fattore genetico nell’essere felici, sostenendo che il peso della genetica si aggira all’incirca al 50% (Lyubomirsky, 2007; Goldsmith, 1983).
Numerosissime sono state le ricerche condotte sui gemelli eterozigoti e omozigoti, soggetti perfetti per il loro patrimonio genetico identico o molto simile (Diener & Seligman, 2002; Seligman & Csikszetmihalyi, 2000).

Gli studi sulle coppie di gemelli e il loro errore di fondo

Secondo questi studi, la nostra felicità, come accennato in precedenza, dipende dalla genetica e dall’interazione con l’ambiente in medesima percentuale (il 50%).

Il fattore essenziale che non è però stato preso in considerazione e che di conseguenza porta alla sovrastima dei fattori propriamente genetici è l’epigenetica, ossia la branca della genetica che studia in che modo la stessa sequenza di DNA, per esempio appartenente a una coppia di gemelli, può essere espressa o meno.

A questo punto sorge un’altra differenza. Il fattore epigenetico è simile nei gemelli omozigoti, ma non nei gemelli eterozigoti.

L’aspetto altamente curioso del fattore epigenetico è che non comporta una modificazione a livello genetico, bensì nell’espressione di quest’ultimo, che può essere indubbiamente ereditata da generazione in generazione, ma nasce fondamentalmente come risposta ad uno stimolo esterno (l’ambiente che ci circonda, lo stile di vita, lo stato di salute).

In conclusione: essere felici è opera nostra

L’errore commesso negli studi eseguiti negli scorsi decenni fa comprendere come il peso della genetica, cioè di quel fattore immodificabile che ci appartiene, è stato nettamente sopravvalutato. Per questo la nostra felicità dipende in altissima percentuale dalla nostra attitudine nei confronti della vita, dall’ambiente a noi circostante, dai suoi stimoli e da come noi reagiamo ad essi.

Proprio perché l’ambiente che ci circonda ha grande influenza sulle nostre emozioni, é importante scegliere con cura cosa può influire su di noi. E’ nostra facoltà esclusiva decidere chi, cosa, quanto e in che modo può entrare nella nostra anima.

Se stiamo bene noi, inoltre, facciamo stare bene anche chi con noi si rapporta. Il legame si instaura quindi non tra individui che hanno un bisogno spasmodico di trovare nell’altro il loro equilibrio, ma tra individui che, avendolo trovato, vedono nell’altro un fattore di sano arricchimento.

Scritto da Costanza Maugeri in collaborazione con Elisa Quadrelli


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