Come l’Europa si sta preparando a difendersi dalla Russia

di Mirko Aufiero
7 Min.

Una linea difensiva nei Paesi baltici, l’esercitazione NATO con 90mila uomini e il “piano russo”. Le misure dell’Occidente per prepararsi ad un eventuale conflitto

Estonia, Lettonia e Lituania hanno deciso venerdì di istituire una linea difensiva lungo il confine con Russia e Bielorussia per migliorare la propria sicurezza. L’incontro tra i tre Paesi baltici si è svolto a Riga, in Lettonia, dove si sono riuniti i ministri della Difesa dei tre Stati.

«La guerra della Russia in Ucraina ha dimostrato che oltre alle attrezzature, munizioni e manodopera, abbiamo bisogno anche di strutture difensive fisiche al confine dal primo metro per proteggere l’Estonia», ha dichiarato il ministro estone Hanno Pevkur.

L’accordo prevede la costruzione di “installazioni difensive anti-mobilità lungo il confine, con una rete di 600 bunker. La loro costruzione è prevista per il 2025 e ogni bunker sarà pensato per ospitare 10 soldati.

File:Baltic Sea.png - Wikimedia Commons
Photo by Stefan Ertman/Wikipedia Commons

Come si legge in una nota del ministero della Difesa estone, il concetto di installazioni difensive si basa sulle decisioni prese al vertice NATO di Madrid del 2022. In Spagna venne infatti stabilito che «gli alleati devono essere pronti a difendere il territorio dal primo metro e che devono essere sviluppati nuovi piani di difesa regionali».

Tale decisione si inserisce in contesto di maggiore tensione tra i Paesi baltici e la Russia. Il 17 gennaio Putin aveva definito una minaccia alla «sicurezza nazionale» della Federazione l’espulsione dalla Lettonia di cittadini russi. Tra questi, Boris Katkov, ex militare dell’Armata rossa. 82enne e accusato di attività propagandistica filorussa, Katkov era stato espulso dal Paese qualche giorno prima e accolto in Russia.

Non si tratta dell’unico caso. Già dalla scorsa primavera Riga ha iniziato a richiedere test linguistici alle 20mila persone che vivono nel Paese con passaporto russo dopo aver rinunciato ai documenti rilasciati dalla Lettonia.

In questo quadro, non passano inosservate le dichiarazioni via Telegram dell’ex presidente russo e attuale vice capo del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, Dmitry Medvedev:

«I territori ucraini fanno parte della Russia e l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato indipendente provocherà nuovi conflitti, forse tra dieci o quindici anni, anche se quello attuale arriverà a una conclusione

La presenza di uno Stato indipendente sui territori storici russi sarà una ragione costante per la ripresa delle ostilità»

90mila uomini per l’esercitazione NATO

NATO troops and medias attend the final press conference - NARA & DVIDS Public Domain Archive Public Domain Search

A fine maggio si svolgerà la più grande esercitazione NATO dai tempi della Guerra Fredda, in previsione di un eventuale conflitto con la Russia. Saranno circa 90mila gli uomini a partecipare a “Steadfast Defender 2024“, provenienti dai 31 Paesi dell’alleanza e dalla Svezia (prossima a diventare il 32esimo membro NATO).

Durante l’esercitazione verranno testati i piani regionali dell’alleanza, pensati già da decenni per difendersi da un attacco russo. Saranno coinvolti più di 80 aerei da combattimento, elicotteri e droni, più di 50 navi e 1.100 veicoli da combattimento. Tra questi, 133 carri armati e 533 veicoli da combattimento di fanteria.

L’esercitazione si baserà su simulazioni di invio di personale in Europa dall’America e su esercitazioni sul terreno. Il focus sarà sul dispiegamento della forza di reazione rapida NATO in Polonia, ma le simulazioni riguarderanno anche i Paesi baltici, la Germania – come hub logistico – e Norvegia e Romania.

La Germania avverte su Mosca

File:2017-03-19 Boris Pistorius SPD Parteitag by Olaf Kosinsky-1.jpg - Wikimedia Commons
Boris Pistorius – Photo by Olaf Kosinsky

Il timore che il conflitto in Ucraina possa raggiungere i Paesi NATO è uno scenario che, per quanto remoto, è bene non sottovalutare. A sposare questa linea è il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che in un intervista ha dichiarato:

«Sentiamo minacce dal Cremlino quasi ogni giorno… quindi dobbiamo tenere conto che Vladimir Putin potrebbe anche attaccare un paese della NATO un giorno»

Il ministro ritiene questo scenario improbabile «per ora», ma non impossibile per il futuro. «I nostri esperti prevedono un periodo compreso tra i cinque e gli otto anni durante il quale ciò potrebbe essere possibile», ha specificato Pistorius.

Per questo motivo, Pistorius ritiene che sia necessario «imparare a convivere nuovamente con il pericolo e prepararci militarmente, socialmente e in termini di protezione civile».

Le parole del ministro arrivano proprio alcuni giorni dopo la pubblicazione sul quotidiano “Bild” di alcuni documenti riservati secondo cui il governo tedesco starebbe studiando i possibili scenari di un conflitto.

Secondo quanto riportato da Bild, le forze armate tedesche ritengono che la Russia potrebbe «lanciare attacchi informatici e altre forme di guerra ibrida». In seguito, userebbe alcuni scontri come pretesto per avviare esercitazioni militari sul confine e in Bielorussia.

Sarebbero poi trasferite truppe e missili a medio raggio nell’enclave di Kaliningrad. Le ostilità inizierebbero nel corridoio di Suwalki, ossia in quei 100 chilometri che separano la Bielorussia da Kaliningrad. Ciò permetterebbe alla Russia di isolare le Repubbliche baltiche dal resto del continente.


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