Coco, death education e folklore messicano

di Alessia Giurintano
4 Min.

Coco è un prodotto Pixar dell’anno 2017, diretto da Lee Unkrich e Adrian Molian.

In questo film d’animazione è mostrata la cultura messicana che, intrecciata alla death education, è premiata con l’Oscar per la colonna sonora e come miglior film.

Coco mostra la storia di Miguel, un giovane musicista di un villaggio messicano, figlio di calzolai che però ostacolano il suo sogno.

Miguel vede in Ernesto de la Cruz il suo idolo, e determinato a dimostrare le proprie eccellenti capacità alla famiglia, ruba la chitarra del musicista.

Questo gli costa una maledizione: nel Giorno dei Morti, Miguel raggiunge il loro mondo.

Per poter ripristinare la situazione, e tornare fra i vivi a cui appartiene, deve ricevere la benedizione di un familiare defunto.

Inizia così il suo viaggio, tra illusioni, leggende, rivelazioni, dolore e perdono.

Miguel scoprirà una verità dolorosa, ma che lo unirà alla sua famiglia, nel segno dell’amore, del dolore, della musica: in fondo poi, sono la stessa cosa.

Il culto della morte è il culto della vita

Il Giorno dei Morti rappresentato nella pellicola, è, contrariamente a quanto si può pensare, il culto della vita.

Questi due binari, apparentemente opposti, sono in realtà situati lungo un continuum culturale profondamente sentito:

«Una civiltà che nega la morte finisce per negare anche la vita», scriveva Octavio Paz, poeta e diplomatico messicano.

Non sono i morti che escono dalle proprie tombe. Sono i vivi a scavare tanto a fondo da farli riaffiorare.

La festività risale ai tempi degli Atzechi, ma si e verificata una fusione con il mondo occidentale cattolico.

La celebrazione riguarda le anime che, per una notte, si immettono nel mondo dei vivi per salutare i propri cari. Questo è percepito come un evento gioioso, per cui le case si allestiscono a festa.

Coco come esempio di death education

Coco non nasconde la morte, la affronta e la espone come evento naturale anche ai bambini.

Il tema del ricordo è fortemente presente: si deve parlare di morte e dei morti, per ricordarli quando abbandonano il regno dei vivi e raggiungono un altro mondo, distante solo fisicamente:

Recuérdame hoy me tengo que ir mi amor
Recuérdame, no llores por favor
Te llevo en mi corazón y cerca me tendrás
A solas yo te cantaré soñando en regresar

Di Alessia Giurintano


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