Cine-panettoni: un discutibile fenomeno italiano

di Emanuele Fornito
6 Min.

Chi non ha sentito parlare, almeno una volta nella propria vita, dei cosiddetti “cine-panettoni“, termine con il quale ci si riferisce agli ormai tipici film di Natale italiani che, da circa quarant’anni, vengono riproposti ogni fine anno spesso in forme del tutto uguali. C’è chi li ama e chi invece li odia: in questo articolo approfondiamo, in maniera più specifica, questo fenomeno cinematografico nostrano, dalla nascita alla diffusione.

In che contesto nascono: tra televisione e crisi della sala

Si inizia a parlare di cine-panettoni all’inizio degli anni ’80, periodo in cui si manifesta una sempre più crescente degenerazione della commedia all’italiana che, fatto eccezione per alcuni artisti, cerca di dare all’italiano medio personaggi in cui identificare i propri vizi e grossolanità, con un procedimento, in senso lato, populistico. D’altronde, è proprio in questo periodo che il cinema italiano vive un netto calo di spettatori in sala, a causa dell’ascesa monopolistica delle televisioni, le quali somministrano al pubblico modelli e gusti “rapidi” ed “insipidi“, senza alcun valore artistico ma efficaci nell’attrarre quanti più ascolti (e, di conseguenza, guadagni) possibili, forti dell’impreparazione artistico-culturale della classe media.

cine-panettoni
Vacanze di Natale (1983)

Ne consegue, dunque, una tendenza di impigrimento intellettivo del pubblico medio che, anche in sala, comincia a ricercare prodotti facilmente definibili commerciali (sia in senso letterale che in senso lato, dunque, negativo), che poco hanno a che fare con quell’arte che, fino al decennio precedente, gli sceneggiatori e i registi italiani esportavano in tutto il mondo, sia da un punto di vista tecnico e stilistico, sia da un punto di vista contenutistico.

Il dibattito sul ruolo sociale dei cine-panettoni

Ciò che risulta più divisivo è, tuttavia, il già accennato “ruolo sociale” dei film in questione. È oggettivo, infatti, che la base portante dei cine-panettoni sia proprio la classe media e medio-alta (spesso mischiate), le quali vengono rappresentate (discutibilmente) con tutti gli stereotipi che le caratterizzano. Si aprono dunque due strade interpretative:

  • da una parte vi sono coloro che vedono, dietro i cine-panettoni, un’iniziativa critica nei confronti dell’Italia media, che, mettendone a nudo i tratti più convenzionali, viene derisa e denunciata.
  • D’altra opinione sono invece coloro che trovano, al contrario, una vera e propria “assoluzione(1) di una classe sempre più spoglia e frivola, esattamente come i film che la rappresentano.

Qual è la verità? È difficile rispondere a questa domanda, la cui risposta verte soprattutto sulle opinioni soggettive e sulla propria idea di cinema. Tuttavia, basandoci sulle parole rilasciate, nel corso degli anni, dai “protagonisti” di questi film (ovvero i maggiori produttori e interpreti), si può arrivare alla conclusione che nessuna delle due interpretazioni sia quella corretta.

cine-panettoni
Vacanze di Natale ’90 (1990)

Un caso di speculazione intellettiva

In realtà, infatti, si può parlare in questa circostanza di un chiaro esempio di speculazione intellettiva. Da ciò che trapela dalle interviste dei suddetti artefici dei cine-panettoni, l’unica intenzione che muove la produzione di questi prodotti è, di fatto, un tornaconto meramente economico, che si traduce nel dare in pasto alla massa un prodotto creato ad hoc per attirare l’uomo medioborghese e tenerlo attaccato allo schermo, annullando qualunque processo critico, senza lasciare in lui, alla fine del film, nulla che possa averlo arricchito culturalmente o intellettivamente. D’altronde, questo processo è, a sua volta, una diretta manifestazione dei nuovi valori della società (e quindi del cinema) di oggi. Il fenomeno dei cine-panettoni può dunque facilmente identificarsi come una naturale conseguenza della deriva sociale che stiamo vivendo negli ultimi decenni.

La libertà prima di tutto

Risulta necessario, tuttavia, spezzare una lancia a favore, in un certo senso, verso questo genere di film. Difatti è importante chiarire che, nonostante quanto espresso fino ad ora, ogni spettatore è libero di passare il proprio tempo come meglio considera. Ridere o apprezzare un cine-panettone non significa necessariamente ignoranza in ambito artistico o cinematografico, ma è una libera risposta alla soggettività di ognuno. Seppure possano sembrare scontate, queste affermazioni sono doverose, alla luce di una tendenza dai toni elitari di ferma e cieca intolleranza verso chi fruisce questi film. Fermo restando quanto esposto criticamente nei paragrafi precedenti, il cinema e la sua ricezione sono e devono restare sempre liberi.

cine-panettoni
Vacanze di Natale 2000 (1999)

Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

(1) Rondolino G., Tomasi D. Manuale di storia del cinema Seconda edizione. Novara: UTET Università; 2014. ISBN
9788860084064

Articoli Correlati