Che cos’è il DEF approvato dal governo Meloni?

di Mirko Aufiero
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 5 Min.

Come andrà l’economia italiana nei prossimi anni? A dirlo è il DEF, ma che cos’è?

L’11 aprile è stato approvato in Consiglio dei ministri il “DEF“, ossia il Documento di Economia e Finanza, il quale contiene le indicazioni programmatiche sull’andamento dell’economia italiana per il triennio 2024-2026; vediamo di cosa si tratta.

Cos’è il DEF?

Esso è una delle tappe del “ciclo di bilancio“, un insieme di appuntamenti nazionali ed europei che porta all’approvazione delle leggi di bilancio. Il suo obiettivo è quello di sottoporre alla Commissione europea le politiche economiche del paese prima che queste vengano approvate in maniera definitiva.

Il DEF viene elaborato e presentato dal presidente del Consiglio dei ministri e dal ministro dell’Economia e delle Finanze; ogni anno l’esecutivo invia il DEF al Parlamento per l’approvazione, ed entro il 30 aprile avviene la trasmissione alla Commissione.

DEF

Cosa contiene

Il DEF è composto da tre sezioni:

  • il Programma di stabilità (Ps), in cui vengono descritti il quadro macroeconomico del paese, gli obiettivi di finanza pubblica per i prossimi anni e le strategie per raggiungerli;
  • le Analisi e le tendenze di finanza pubblica, che riporta l’analisi e le previsioni sulla finanza pubblica (bilancio statale, settori di spesa, programmazione delle risorse);
  • il Programma nazionale di riforma (Pnr), nel quale sono descritte le riforme che si intende attuare.

Come leggere il DEF

Per riuscire a comprendere le stime contenute nel DEF è necessario conoscere come queste sono raggruppate. Esse sono divise in due “quadri”:

  • tendenziale, in cui si analizza la situazione economica senza prendere in considerazione eventuali manovre di finanza pubblica
  • programmatico, in cui si tiene conto degli effetti degli interventi previsti dalla legge di bilancio.

Il DEF del governo Meloni

DEF

Il governo presieduto da Giorgia Meloni ha da poco varato il suo primo Documento di Economia e Finanze, nel quale sono stati presi in considerazione gli effetti della guerra in Ucraina, il rialzo dei tassi da parte della Bce e l’aumento dei prezzi.

Nonostante le condizioni sfavorevoli, l’economia italiana sembra reggere bene il colpo: le scorte di energia per l’inverno si sono rivelate sufficienti e nel 2022 si ha avuto un aumento del Pil del 3,7%.

Il Pil

Le stime riguardo il Pil contenute nel DEF prevedono una crescita dello 0,9% a livello tendenziale, e dell’1% a livello programmatico nel 2023.

Per il 2024 si parla invece dell’1,4% (tendenziale) e dell’1,5% (programmatico). Nel 2025 e nel 2026 la crescita tendenziale sarà rispettivamente dell’1,3 e dell’1,1 per cento (in termini tendenziali e programmatici).

Il debito

DEF

Riguardo il rapporto tra debito e Pil si parla di una leggera riduzione: se nel 2022 il debito ammontava al 144,4% del Pil, nel 2022 esso dovrebbe calare al 142,1 nel 2023, al 141,4 nel 2024, nel 2025 a 140,9, e nel 2026 a 140,4 per cento.

Deficit e DEF

Uno degli obiettivi del governo è quello di ridurre il deficit e il debito della publica amministrazione nei prossimi anni. Per raggiungere questo traguardo l’esecutivo ha posto come obiettivi di indebitamento netto: 4,5% nel 2023, 3,7% nel 2024, 3% nel 2025, 2,5% nel 2026.

Cuneo Fiscale

Basandosi sulla stima di deficit tendenziale prevista per il 2023 pari al 4,35% del Pil, e considerando l’attuale obiettivo di deficit al 4,5% del Pil, dovrebbe esserci uno spazio in bilancio pari allo 0,15 del Pil. Questa spazio, pari a circa 3 miliardi di euro, verrò usato dal governo per ridurre le tasse sui lavoratori dipendenti, abbassando così il cuneo fiscale.

Fonti: Il Sole 24 Ore, Il Post, Wired, Sky Tg 24

Scritto da Mirko Aufiero


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