Casamonica, la Cassazione: «è una struttura di stampo mafioso»

di Christian Sangaletti
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Nel processo a carico di circa 30 persone, la Suprema Corte ha sancito che il clan dei Casamonica è una «struttura criminale di stampo mafioso».

La sentenza ha confermato anche la presenza di «un’associazione parallela dedita allo spaccio di stupefacenti», con funzione agevolatrice dell’«associazione mafiosa».

Nei confronti degli imputati, le accuse – dipendenti dalle posizioni – sono quelle di associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all’estorsione, all’usura e alla detenzione illegale di armi.

Ad alcuni dei boss, la Cassazione ha riconosciuto l’aggravante di «associazione armata» e ne ha disposto l’appello bis per rideterminare la pena.

È caduta, invece, l’aggravante di «aver agito nell’interesse del clan per posizioni di secondo piano». Sono state avallate le decisioni di colpevolezza per i reati di «associazione finalizzata allo spaccio» e di «associazione di stampo mafioso».

La Corte territoriale di Roma, si è espressa così: «Il gruppo criminale Casamonica è organizzato in una “galassia”, ossia in un aggregato malavitoso costituito da due gruppi familiari dediti ad usura ed estorsioni, nonché al traffico di stupefacenti».

La Corte ha poi continuato: «Il gruppo è dotato di un indiscusso “prestigio criminale” nel panorama delinquenziale romano».

In primo grado erano state comminate 44 condanne, per un totale di oltre 400 anni di carcere. Durante l’appello in secondo grado, le condanne più alte vennero inflitte a coloro che stavano ai vertici dell’organizzazione.


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