Patrimonio UNESCO: in bilico tra origini e cultura

di Dudnic Radu
6 Min.

Canto lirico italiano proclamato Patrimonio UNESCO

L’UNESCO ha proclamato il canto lirico italiano come parte del patrimonio immateriale dell’umanità, durante una riunione dei Paesi membri del Comitato in Botswana. Ma quest’encomio non è un traguardo casuale o veloce. Al contrario, quest’epopea è il frutto di un impegno iniziato nel 2011, quando i cantanti lirici solisti formarono l’Associazione dei Cantori Professionisti d’Italia. Dopo un lungo processo che ha coinvolto anche il Ministero dei Beni Culturali e numerose istituzioni liriche italiane, oltre 30.000 professionisti del settore accolgono con fervore la notizia.

Il riconoscimento mira a onorare oltre 400 anni di tradizione del canto lirico italiano, collegando secoli di storia musicale al presente. Il Ministro dei Beni culturali, Gennaro Sangiuliano, ha enfatizzato l’importanza di questo riconoscimento, considerandolo una consacrazione formale dell’eccellenza globale del canto lirico italiano. Elogio che non solo rappresenta un tributo alla tradizione del melodramma italiano, ma è anche una gratificazione per le principali realtà liriche italiane e gli oltre 30.000 professionisti attualmente coinvolti, tra cantanti, musicisti, compositori e registi.

Perché il canto lirico italiano è Patrimonio UNESCO?

Il concetto di “Patrimonio Immateriale dell’Umanità” nasce dietro il patrocinio dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. I capolavori immateriali rappresentano antiche tradizioni che spesso non sono “scritte” ma sono tramandate oralmente, da generazione a generazione. L’idea è stata pensata per preservare e valorizzare le tradizioni, le pratiche, le espressioni orali, le arti, le conoscenze e le pratiche legate alla natura e all’universo sociale delle comunità.

Questo patrimonio comprende espressioni della cultura immateriale del mondo che l’UNESCO ha inserito in un apposito elenco per sottolinearne importanza. Finora, più di 180 stati membri dell’UNESCO hanno riconosciuto questa convenzione, impegnandosi così a preservare, proteggere e promuovere il patrimonio culturale immateriale all’interno dei loro confini nazionali.

Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale

La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è stata adottata il 17 ottobre 2003 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, a Parigi. Con l’obiettivo di preservare e promuovere la diversità culturale e la creatività umana
la prima selezione di patrimoni venne pensata nel 2001 e comprendeva 19 voci, a cui se ne sono aggiunte altre 28 nel 2003. Oggi, il patrimonio culturale immateriale si manifesta in cinque ambiti principali:

  1. Tradizioni ed espressioni orali, incluso il linguaggio in quanto veicolo del patrimonio culturale immateriale;
  2. Arti dello spettacolo;
  3. Consuetudini sociali, riti ed eventi festivi;
  4. Saperi e pratiche sulla natura e l’universo;
  5. Artigianato tradizionale.

Attualmente, nel mondo ci sono 1.154 siti iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questi siti sono distribuiti in 167 Stati Parti della Convenzione del Patrimonio Mondiale e la lista comprende 897 siti culturali, 218 siti naturali e 39 siti misti.

Come avviene la scelta del patrimonio UNESCO?

La scelta del patrimonio UNESCO avviene attraverso un processo di selezione basato su criteri specifici stabiliti dall’UNESCO. Per essere inclusi nella Lista del Patrimonio mondiale, i siti devono possedere un valore universale eccezionale e soddisfare almeno uno dei 10 criteri di selezione.

Criteri culturali, ogni bene nominato deve:

  1. Rappresentare un capolavoro del genio creativo umano
  2. Mostrare un importante interscambio di valori umani in un lasso di tempo o in un’area culturale del mondo, relativamente agli sviluppi dell’architettura o della tecnologia, delle arti monumentali, dell’urbanistica o della progettazione paesaggistica,
  3. Rappresentare una testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
  4. Essere un eccezionale esempio di edificio o ensemble architettonico o tecnologico o paesaggistico che illustri uno stadio significativo o stadi significativi nella storia umana.
  5. Rappresentare un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale o di utilizzo del territorio che sia rappresentativo di una o più culture, specialmente se divenuto vulnerabile per l’impatto di cambiamenti irreversibili.
  6. Essere direttamente o tangibilmente associate ad eventi o tradizioni viventi, a idee e credenze, a opere artistiche o letterarie di valore universale (il comitato considera questo criterio debba giustificare l’inclusione nell’elenco solo in casi eccezionali ed unitamente ad altri criteri culturali o naturali);

Criteri naturali: I siti nominati devono:

  1. Rappresentare esempi eccezionali degli stadi principali della storia della terra, compresa la presenza di vita, processi geologici significativi in atto per lo sviluppo della forma del territorio o caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.
  2. Essere un esempio eccezionale di processi ecologici e biologici in essere nello sviluppo e nell’evoluzione degli ecosistemi terrestri, delle acque dolci, costali e marini e delle comunità di piante ed animali, oppure
  3. Contenere fenomeni naturali superlativi o aree di bellezza naturale eccezionale e di importanza estetica, oppure
  4. Contenere gli habitat più importanti per la conservazione in sito delle diversità biologiche, comprese quelle contenenti specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista scientifico o della conservazione.

Come si attua la proposta ?

I paesi firmatari della Convenzione sulla protezione del Patrimonio mondiale culturale e naturale possono proporre la candidatura di nuovi siti per l’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO. A tal fine, ciascun paese deve preparare un “inventario” dei principali siti naturali e culturali che si trovano nel proprio territorio, chiamata “Lista Propositiva”.

Una volta presentata la candidatura, il Comitato del Patrimonio mondiale valuta la proposta e, se ritenuta idonea, procede all’iscrizione del bene nella lista del Patrimonio mondiale. Durante il processo di valutazione, il Comitato può avvalersi della consulenza di organizzazioni specializzate, come l’ICCROM (Centro internazionale di Studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali), l’ICOMOS (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti) e l’IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura e delle risorse naturali).

di Radu Dudnic


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