Cannes: perché le standing ovations sono così lunghe?

di Fornito Emanuele
5 Min.

Leggendo le prime impressioni dei giornali sui film in gara al Festival di Cannes, vi sarete sicuramente imbattuti in un curioso “parametro” con cui gli addetti ai lavori misurano il gradimento (e il possibile futuro successo) dei film appena proiettati: le standing ovations. Ma in cosa consistono?

Un rito più o meno gradito

Quello delle standing ovations è ormai da anni una vera e propria tradizione che contraddistingue il Festival di Cannes da tutti gli altri eventi cinematografici, non tanto per il gesto in sé (gli applausi ci sono ovunque), piuttosto per la sua durata, in alcuni casi si può dire “estenuante“. Tutto accade al Grand Théatre Lumiere, la sala principale del Festival, in cui giornalisti ed appassionati si riuniscono assieme al cast, rigorosamente in abito da sera, per assistere alla première del film in gara. Con l’accensione delle luci alla fine della proiezione, però, ecco che entra in sala un cameraman che, attraverso dei lunghi primi piani su attori e registi, accompagna minuti e minuti di applausi da parte del pubblico.

Se da una parte il gradimento risulta naturalmente un onore per chi ha realizzato il film, è anche vero che spesso questa particolare tradizione finisce per mettere a disagio i protagonisti, e avere una telecamera a pochi metri dal viso certamente non aiuta.

Un indicatore realmente valido?

Ma, arrivati a questo punto, la domanda sorge spontanea: una lunga standing ovation è davvero indice di un ampio gradimento e di un successo assicurato del film?

Ebbene, la risposta si trova nel mezzo. Da un lato, è scontato dedurre che una prolungata celebrazione significhi gradimento da parte degli spettatori in sala; dall’altro, però, non può essere trovata alcuna correlazione tra successo e lunghi applausi ricevuti a Cannes: sono diversi i casi di flop al botteghino nonostante un grande apprezzamento ricevuto al Festival. Difatti, ad essere decisiva per la promozione successiva dell’opera è piuttosto la proiezione riservata alla stampa e ai critici, che determina dunque il modo in cui essi parleranno del film.

Insomma, sembra che quello delle standing ovations sia soltanto parte dell’esperienza offerta dal Festival, generata soprattutto dalla sua esclusività.

Le standing ovations più lunghe di sempre

Concludiamo con un tuffo nel passato, esplorando i film che hanno tenuto per più tempo gli spettatori del Grand Théatre Lumiere in piedi ad applaudire.

Medaglia d’oro per Il labirinto del fauno (2006) di Guillermo del Toro, che, a suo tempo, ha ricevuto ben 22 minuti di standing ovation.

©;©;©;©Café FX;©Estudios Picasso;©Tequila Gang; © fonte

Segue poi Fahrenheit 9/11, palma d’oro 2004, di Michael Moore con 20 minuti.

Al gradino più basso del podio troviamo invece Mud, di Jeff Nichols con Matthew McConaughey, che nel 2012 ha ricevuto un applauso lungo ben 18 minuti.


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati