Buchi neri, da divoratori di materia ad accumulatori

di Alessia Mircoli
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 3 Min.

Un recente studio sta cambiando radicalmente il nostro modo di vedere i buchi neri. Secondo la ricerca pubblicata su Physical Review D da un team di studiosi italiani, tra cui Salvatore Capozziello ed Emmanuele Battista dell’Università Federico II di Napoli e Silvia De Bianchi dell’Università Statale di Milano, all’interno dei buchi neri il tempo diventa immaginario. Ma cosa significa davvero?

I buchi neri non sono divoratori di materia

Per anni abbiamo immaginato i buchi neri come enormi aspirapolveri cosmici che divorano tutto ciò che si avvicina. Ma la professoressa Silvia De Bianchi ci spiega che questa visione potrebbe essere sbagliata. Infatti, il loro studio dimostra che la materia non viene risucchiata e distrutta dai buchi neri, ma rimane in orbita attorno ad essi. Immagina una stella che si disintegra: le sue parti non vengono inghiottite, ma restano a girare intorno al buco nero.

Il mistero della singolarità

Un altro punto cruciale dello studio riguarda la singolarità. Per oltre un secolo, i fisici hanno creduto che al centro di un buco nero ci fosse un punto con densità infinita, cosa che faceva credere che fosse capace di risucchiare ogni singola cosa. Tuttavia, secondo Capozziello e i suoi colleghi, non si raggiunge mai una vera singolarità all’interno di un buco nero. Questo cambia tutto, perché, oltre a smontare una convinzione che andava avanti da tempo, elimina la seguente domanda: dove finisce la materia che cade nei buchi neri?

Le scoperte non sono finite

Capozziello sottolinea anche un’altra scoperta sorprendente: quando un oggetto si avvicina a un buco nero, la sua velocità si riduce fino a fermarsi completamente. Inoltre, la curvatura dello spazio-tempo non diventa infinita come si pensava, ma rimane finita. Questo significa che è impossibile penetrare all’interno di un buco nero, contrariamente a quanto abbiamo sempre creduto.

Una nuova concezione del tempo e dello spazio

Questa ricerca non solo sfida le nostre idee sui buchi neri, ma anche sulla natura del tempo stesso. Nella teoria della relatività di Einstein, il tempo è un parametro fondamentale che descrive il passato, il presente e il futuro. Tuttavia, nelle condizioni estreme di un buco nero, queste concezioni si sfaldano. Capozziello ribadisce che in questi casi estremi, come nei buchi neri o al momento del Big Bang, perdiamo la nostra comprensione convenzionale della fisica e del tempo.

Queste scoperte aprono nuove strade nella comprensione dell’universo. I buchi neri non sono più visti come mostri che divorano tutto ciò che incontrano, ma come oggetti affascinanti che sfidano la nostra comprensione del tempo e dello spazio. Per i giovani curiosi e appassionati di scienza, questa è una frontiera entusiasmante e ancora tutta da esplorare.


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