Blocco dello scrittore: cos’è e come superarlo

di Carola Antonucci
8 Min.

Davanti a te c’è una pagina bianca, la mente è vuota e il banale ticchettio dell’orologio ora è diventato assordante, ogni minimo rumore è amplificato e le mani tremano: ecco il blocco dello scrittore. Che tu stia scrivendo semplicemente un tema per scuola, una tesi o un romanzo per diletto, hai sentito almeno una volta questo termine e ora sei qui per saperne di più, vediamo insieme di cosa si tratta.

Cos’è il blocco dello scrittore e cosa lo causa

Il blocco dello scrittore, in breve, è l’incapacità di proseguire con uno scritto e, come ci dice la parola stessa, affligge chi si cimenta nell’arte di scrivere.

Tale difficoltà viene misurata non solo dal tempo che viene impiegato senza scrivere, ma anche dal tempo che intercorre tra una fase produttiva ed una di stallo.

Esistono diverse cause che alimentano questo status, ma fortunatamente esistono anche molti accorgimenti per poterlo superare.

Una delle cause principali del blocco dello scrittore è l’eccessiva forzatura. Solo perché in questo momento stai peccando di immaginazione o ispirazione, non significa che tu possa sentirti meno scrittore di tanti altri.

La pressione a produrre un lavoro può causare ad un momento di stallo, specialmente se siamo costretti a lavorare con un modus operandi diverso dal solito.

Nella psicologia moderna si è pensato al blocco dello scrittore come un qualcosa di strettamente legato alla mentalità. Il cervello umano, in condizioni di stress, fa migrare il controllo dalla corteccia celebrare al sistema limbico e tale operazione ha come risultato la limitazione dei processi creativi dell’individuo, che non accorgendosi del cambiamento lo avverte come un blocco nell’istinto della creazione.

E se fosse il blocco dell’ideatore…

Come superare il blocco dello scrittore

Solitamente si usa il termine in maniera errata, attribuendolo anche a chi ha una buona idea senza riuscire a metterla per iscritto. Probabilmente qui si tratta di un blocco dell’ideatore.

Una buona idea non basta. Prendi un seme, lo pianti e poi aspetti che cresca? Sembra una domanda banale, lo ammetto, ma trovo che sia un paragone adeguato al contesto. Un’idea non basta che venga pensata, bisogna aiutarla a crescere, svilupparla e darle un supporto strutturale, proprio come innaffieresti quel seme per vederlo trasformarsi in una bellissima e colorata pianta.

Una delle tante altre spiegazioni per cui una persona ha difficoltà a scrivere è la paura del giudizio altrui.

«Le persone sono capaci di rimuginare fino a deprimersi e il blocco dello scrittore ne è l’esempio»

psicologo Paul Silvia nel suo libro How to write a lot

Il grande mostro visto con gli occhi di grandi autori

Blocco dello scrittore, cos'è?

Cosa è più utile a capirne le cause e la natura di tale blocco se non domandandolo proprio alle grandi menti del settore?

Il Louisiana Channel ha scelto di intervistare otto grandi autori internazionali per capire come vedono il blocco dello scrittore e cosa aiuta loro a superarlo.

Philipp Meyer, autore di Ruggine americana -edito in Italia da Einaudi- ha esordito con «Non credo che il blocco dello scrittore esista veramente. Si tratta fondamentalmente di insicurezza. È il proprio e personale senso critico sollevato ad un livello più alto»

Tre degli otto autori intervistati era del medesimo parere, sostenendo l’idea che uno scrittore deve arrivare munito di brainstorming davanti al foglio, senza paura di sbagliare o di dover in seguito editare più e più volte. Il foglio bianco ti vuole preparato!

A tal proposito, Jonathan FranzenPurity, Einaudi- suddivide la pagina bianca in due tipi, quella mentale e quella fisica, sostenendo che quella mentale debba essere riempita prima di quella concreta.

Uno spunto concreto di riflessione ci arriva da Joyce Carol Oates, autore di Jack deve morire per Il Saggiatore. Ci spiega come affronta il suo blocco creativo: corre e cammina in solitaria, meditando e raccogliendo idee e pensieri per avere sempre qualcosa da scrivere.

Come fare per liberarcene?

Blocco dello scrittore, appunta le tue idee

Se pensi che tu possa liberartene da un giorno all’altro, forse non hai ben chiaro il detto “un passo alla volta”. Un atleta alle prime armi si sognerebbe mai di andare alle Olimpiadi?

Fissa a mente un obiettivo, scrivilo anche se ti aiuta maggiormente. In questo caso la stesura del tuo tema o libro, o pensando più in piccolo del primo capitolo.

I piccoli passi da seguire…

  • Appunta le tue idee. La maggior parte delle volte le idee non si presentano a noi mentre fissiamo la pagina bianca di word, non quando le chiamiamo. Le buone idee vengono a noi per puro caso, sulla metro o sul tram, quando vediamo una scena memorabile per strada, attorno alla quale vogliamo assolutamente scriverci una storia. Ecco, appuntala sulle note del telefono o sull’agendina!
  • Sviluppa le idee. Come abbiamo già detto, non basta che l’idea venga in mente. Crea una mappa mentale con al centro la parola chiave della tua idea con sviluppi e ramificazioni.
  • Programmale. Un piano editoriale può essere utile quando abbiamo delle scadenze da rispettare, questo permette di non lasciarsi andare all’improvvisazione. Non sempre improvvisare è amico di un artista, bisogna ragionare l’opera.

Se dopo questi tre piccoli consigli ti ritrovi ancora a non riuscire a superare il blocco dello scrittore, abbandonati alla penna (o tastiera). Banalmente il blocco dello scrittore è una condizione contingente, il che ci permette di ridimensionarlo o eliminarlo nel momento stesso in cui scriviamo qualcosa.

Possiamo quindi optare per l’idea che Graham Green utilizzava, ovvero scrivere un diario dei sogni, dal quale poi prendeva ispirazione. Scrivere poche paginette al giorno come un flusso di coscienza, per superare quella condizione di ansia che una pagina bianca ci trasmette.

In conclusione

Nessuna di queste sopra citate è una strategia psicologicamente testata, ancora assorbiti dal dibattito se effettivamente il blocco dello scrittore esista o meno.

Fondamentalmente nessuno scrittore -o aspirante tale- ha bisogno di superare un qualsiasi blocco dello scrittore, ha solo bisogno di scrivere, senza pressione delle scadenze editoriali e senza la paura di fallire.

Scritto da Carola Antonucci

fonti: The Guardian, Lo studio dello psicologo, Wired, Wikipedia


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