Armi nel cinema: come vengono utilizzate?

di Fornito Emanuele
4 Min.

Sin dagli albori del cinema, la sperimentazione narrativa ha portato i pionieri della settima arte a scrivere e girare storie che potessero attirare il pubblico verso quella che, ai tempi, era un’invenzione storica, seguendo la necessità di discostarsi dal semplice cinema-documentario dei fratelli Lumière. E, se questo ha portato alla nascita della maggioranza delle tecniche ed effetti in uso ancora oggi, è anche vero che i registi dell’epoca si sono avvalsi di oggetti di scena per rendere quanto più vicino alla realtà il racconto, tra cui figurano, naturalmente, anche le armi. Infatti, la presenza delle armi nei film può essere ritrovata sin dal 1903, nell’iconico film di Edwin S. Porter The Great Train Robbery, nel quale ritroviamo la storica scena di Justus D. Barnes che spara con una pistola alla cinepresa, e dunque allo spettatore. Ma come vengono utilizzate le armi nei film?

Le armi di scena

Restando fedeli al suddetto principio di realismo, nel corso degli anni registi e tecnici hanno messo in scena scene di sparatorie sempre più realistiche, grazie all’utilizzo di armi a salve e sacche di sangue da montare sulla “vittima”.

Le armi a salve, anche dette armi di scena, sono tutt’ora le preferite, in quanto riescono a garantire la massima resa proprio in termini di realismo. Esse sono, sostanzialmente, armi classiche, ma caricate con cartucce a salve, ovvero privi di ogiva (la parte appuntita che determina, nelle cartucce classiche, la loro pericolosità e mortalità). Queste cartucce si prestano perfettamente per la finzione scenica, in quanto conservano l’impatto sonoro e visivo dei colpi normali (grazie alla presenza della polvere da sparo). Soltanto negli ultimi anni l’uso degli effetti speciali in post-produzione sta pian piano sostituendo quello fisico delle armi.

armi nel cinema
Justus D. Barnes in The Great Train Robbery di Edwin S. Porter (fonte)

Pur essendo prive (in teoria) di offensività, esperti ed armaioli sono sempre presenti sui set in quanto, oltre ad istruire gli attori sull’impugnatura e l’utilizzo, seguono procedure di sicurezza per scongiurare ogni tipo di incidente involontario provocato dalle armi di scena. Nella storia del cinema, infatti, purtroppo non sono mancati dei casi di negligenze mortali.

Da Brandon Lee ad Alec Baldwin

Era il 1993 quando Brandon Lee, figlio di Bruce, si trovava sul set de Il corvo, divenuto poi un cult, interpretando il ruolo di Eric Draven. Un ruolo che, però, gli fu fatale: a causa di una negligenza, la revolver utilizzata sul set presentava, incastrata nella canna, l’ogiva di un proiettile precedente che, al momento del take, fu proiettata su Brandon a causa del successivo sparo di una cartuccia a salve, traforando letalmente lo stomaco dell’attore.

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Brandon Lee ne Il corvo (1994) (©Dimension Films;©)(fonte)

Il caso di Brandon Lee non è però isolato. Solo tre anni fa fu il noto comico ed attore statunitense Alec Baldwin a finire al centro di una tragedia, che vide la morte della direttrice alla fotografia Halyna Hutchins, raggiunta da un proiettile partito involontariamente dall’arma di scena utilizzata dallo stesso Baldwin, che sarà condannato, assieme all’armaiola, per omicidio colposo involontario.


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