Abdicazione: il significato di una scelta ancora attuale

di Costanza Maugeri
4 Min.

L’abdicazione è una scelta che accompagna l’essere umano fin dalle prime forme di potere messe in atto all’interno della società. Oggi comprenderemo insieme il suo valore simbolico e vedremo come, ancora oggi, si ricorre a questo gesto.

Ma prima, di ogni altra cosa, andiamo a scoprirne il significato etimologico.

abdicazióne s. f. [dal lat. abdicatio –onis, der. di abdicare: v. abdicare (rinunciare, respingere)]. – Deposizione volontaria di una carica pubblica, prima del tempo stabilito; in particolare,. al trono, da parte di un sovrano, al papato, da parte del pontefice. 

L’abdicazione: una scelta fortemente simbolica

Abdicazione cos'è
Celestino V

Colui che fece per viltade il gran rifiuto

Divina Commedia, Inferno, canto III, verso 60

Con questi versi Dante Alighieri rende immortale papà Celestino V ponendolo nell’Antinferno tra gli ignavi. Egli il 13 Dicembre 1294. abdica dopo solo tre mesi dalla sua elezione. Le cause di questo gesto sono tutt’ora oscure; l’ipotesi, tradizionalmente, accolta vede Celestino come un papà fortemente spirituale che, per tale motivo, non riesce a sopportare le dinamiche di una Chiesa divenuta politica e corrotta.

Al di là delle ragioni personali che spingono il papà del “gran rifiuto” a questa decisione; è essenziale comprendere che l’immagine che costruisce Dante Alighieri è espressione di un’epoca nella quale rinunciare al potere è una delle più alte forme di ignavia, di coloro che non scelgono, “senza infamia e senza lode”.

Ad oggi il giudizio nei confronti di questa scelta non è più lo stesso, ma è indubbio che questo gesto possa cambiare gli equilibri politici, sociali e di potere di un’intera nazione. Le cause possono essere molteplici: dalla volontà di allontanarsi dalla scena politica all’idea che non si sia più in grado di stare al passo con i tempi che si sposa con la necessità di passare il testimone.

…e ancora attuale

Ancor prima di vedere come l’abdicazione sia un fenomeno politico ancora attuale. Delineiamo una distinzione. Ad oggi, quando si ci riferisce ad una carica politica si usa l’espressione “dimettersi” o “rifiutare una carica” perchè essa viene concessa dalla legge. Se, invece, parliamo di trono pontificio o di monarchie si usa il termine “abdicazione”.

La notte di Capodanno la regina di Danimarca Margherita II, durante il discorso di fine anno, ha dichiarato:

“Il 14 gennaio 2024, 52 anni dopo essere succeduta al mio amato padre, mi dimetterò da regina di Danimarca. Lascerò il trono a mio figlio, il principe ereditario Frederik. L’operazione ha fatto nascere pensieri sul futuro, sul fatto che fosse giunto il momento di trasferire le responsabilità alla prossima generazione.

La regina, infatti, a Febbraio scorso ha subito un intervento alla schiena che non le aveva permesso di apparire in pubblico negli ultimi mesi. Ella è solo l’ultima, in ordine cronologico, ad aver preso questa decisione negli ultimi anni.

Il 16 Luglio 2014 il re di Spagna Juan Carlos, sovrano dal 1975 abdica in favore del figlio Felipe. In un discorso agli spagnoli afferma:

Una generazione più giovane merita di andare avanti

Un anno prima ad abdicare, il 3 Luglio, è il re del Belgio Alberto II.

Sono entrato negli 80 anni, un’età mai raggiunta dai miei predecessori la mia età e la mia salute non mi permettono più di esercitare le mie funzioni. L’erede al trono Filippo è ben preparato e ha tutta la mia fiducia, il futuro del Paese è in buone mani.


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Crediti foto di copertina: El Tiempo

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