8 ottobre, il punto della settimana: cos’è successo nel mondo?

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

Dall’Atlantico al Pacifico, il punto della settimana che si sta per concludere. Il mondo dal 2 all’8 ottobre 2023.

Si conclude un’altra settimana e le notizie che arrivano dal mondo circolano più veloce di quanto si pensi. Israele, Brasile e Australia, che è successo fuori dai confini nazionali? Ecco il punto della settimana!

Israele: “siamo in guerra”, il Medio Oriente vicino all’esplosione?

È una situazione delicata quella che sta affrontando il Medio Oriente in queste ore, regione che rischia nelle prossime ore di diventare l’area di uno scontro a più fazioni. La situazione, già precaria da anni, è precipitata ulteriormente Sabato 7 mattina, quando Hamas (altresì conosciuta in arabo come « Movimento Islamico di Resistenza) ha attaccato a sorpresa Israele

L’attacco è avvenuto da cielo, mare e terra, tramite l’utilizzo di deltaplani o incursioni sul confine Sud.

Netanyahu e la politica israeliana hanno reagito duramente, dando inizio ad una controffensiva che porterà « Israele a difendersi ». Netanyahu ha infatti invitato i palestinesi presenti nella Striscia di Gaza ad evacuare, promettendo di spezzare Hamas una volta del tutto. I palestinesi fuggiti sono migliaia, a quanto risulta da alcuni report, ma fare delle stime precise è ad oggi molto difficile. La tensione non è solo alta nella regione mediorientale, dove nel Sud del Libano vi è subbuglio e le forze NATO vengono bloccate sulla via per il confine da persone scese in strada per supportare Hamas, ma è alta anche a livello internazionale. 

Gli Stati Uniti hanno dato pieno appoggio a Tel Aviv, onda che Trump ha già iniziato a cavalcare per propria utilità politica in vista delle elezioni del 2024. La Cina e la Russia si sono dette preoccupate, così come la Turchia, pronta a mediare. L’Iran invece festeggia per gli avvenimenti, inquietando gli animi internazionali con l’idea che possa scendere in campo contro Israele. L’Arabia Saudita ha invece chiesto il cessate il fuoco, mentre il Marocco ha richiesto una riunione d’emergenza della Lega Araba, per affrontare la situazione che sta mettendo in crisi il Medio Oriente.

Le Nazioni Unite hanno in programma oggi una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza (21 ore italiane), mentre diversi Paesi hanno proceduto ad innalzare il livello di sicurezza sui papabili obiettivi presenti nelle Capitali, soprattutto gli aeroporti. 

La situazione evolve di ora in ora, seguiranno aggiornamenti. 

Brasile: un intero villaggio è “sparito dalle cartine geografiche”

Il villaggio di Aruma, nello Stato di Amazonas (Brasile), è scomparso dalle mappe del Paese a causa di una frana. A rendere nota la notizia è il governatore dello Stato, Wilson Lima. 200 residenti sono ad oggi senza casa, mentre sono 10 le persone ferite, ai quali purtroppo si sommano due decessi, tra cui un bambino. 

La frana è stata causata dall’erosione, conseguenza della siccità che colpisce in questo momento l’Amazzonia. Il fenomeno che ha colpito lo Stato di Amazonas è quello della “terra caídas”, particolarmente presente nei periodi di estrema siccità. Aruma sembra essere sparita completamente.

Ad essere colpita dalla siccità è una popolazione di circa mezzo milione di persone, presenti in decine di comuni, ad oggi in Stato di emergenza. 

Australia: mai più esplosioni subacquee, vincono gli indigeni

Sono gli attivisti ambientali e le comunità aborigene ad aver vinto in Australia. La Corte federale dell’Australia ha infatti invalidato le concessioni date alla compagnia petrolifera Woodside Energy per procedere alle esplosioni subacquee utili alla ricerca di gas. La revoca è avvenuta perché tutte le parti coinvolte non erano state consultate preventivamente, dunque perché l’ente regolatore non aveva piena potestà nell’accettare il piano di Woodside Energy.

Perché è importante? L’esplosione può raggiungere i 250 decibel, che è circa un milione di volte più intendo di ciò che una balena normalmente sopporta. Le balene, come i cetacei tutti, dipendono infatti prevalentemente dal proprio udito. R. George, attivista Greenpeace, parlando della questione, ha infatti sottolineato che « una balena sorda è una balena morta ». 

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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