5 buoni motivi per guardare i film della “New Hollywood”

di Fornito Emanuele
8 Min.

Dopo i 5 buoni motivi per guardare i film della “Nouvelle Vague”, ecco altri 5 buoni motivi per scoprire (o approfondire) i film di quella corrente cinematografica statunitense che prende il nome di New Hollywood.

Robert De Niro nel capolavoro di Martin Scorsese Taxi Driver (1976)

1. La svolta cinematografica radicale

Per comprendere a pieno ciò che questa corrente ha rappresentato, partiamo dal nome: “New Hollywood“, letteralmente “Nuova Hollywood”. Ma perché “nuova”? Ebbene, nel corso degli anni ’50 e definitivamente negli anni ’60, il grande cinema hollywoodiano, che aveva predominato le scene per decenni (parliamo di un’egemonia dagli anni ’20/’30 fino a inizio anni ’50), era entrato in profonda crisi: la società, a seguito del secondo conflitto mondiale, aveva mutato completamente i propri valori, i propri gusti e il proprio modo di vedere il mondo, sviluppando, soprattutto nelle generazioni più giovani, nuove necessità e bisogni espressivi. Il tutto restò tuttavia incompreso alle grosse case di produzione, le quali pubblicavano imperterrite film ancora legati alla vecchia tradizione. Ne risultarono, come prevedibile, continui fallimenti, condannando il cinema americano a livello internazionale: correnti come la Nouvelle Vague o il cinema classico italiano riuscirono a salire (meritatamente) alla ribalta, grazie ad una forte componente artistica presente nei propri film, ponendo in forte crisi Hollywood.

Diane Keaton e Al Pacino ne Il Padrino (1972)

Profondamente influenzati dalle suddette correnti, i giovani artisti americani, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, compresero la fondamentale necessità di distaccarsi dalla tradizione passata, inaugurando un modo nuovo ed autonomo di fare film. Come i registi francesi di quegli anni, i registi americani assunsero, durante questo periodo, un ruolo di completa autarchia: il regista, cioè, era una figura chiave nella realizzazione di un film. Non a caso spesso troviamo registi che svolgono contemporaneamente i ruoli di produttori esecutivi, sceneggiatori e talvolta anche attori (esattamente come avveniva in Francia con la Nouvelle Vague). Tutto ciò fu inevitabile: l’esigenza di questi artisti di esprimere sé stessi e le proprie idee in totale libertà, senza filtri imposti dall’alto, non poteva non avere una ricaduta radicale all’interno del mondo cinematografico statunitense.

2. Il nuovo approccio all’arte visiva

Frame tratto dal capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio

Dall’autonomia artistica assunta, i registi di questo periodo (tra i quali figurano Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma, Stanley Kubrick, Woody Allen, Michael Cimino, Sydney Lumet, Paul Schrader, Ridley Scott, David Lynch ma anche Steven Spielberg, George Lucas, Roman Polanski e Milos Forman tra gli altri), tutti accomunati da una grande passione e conoscenza riguardo l’ambito cinematografico, decisero di cambiare completamente l’approccio alla realizzazione filmica: l’obiettivo non era più soltanto intrattenere le platee di spettatori, ma i propri film miravano alla rappresentazione delle realtà ignorate e dimenticate, all’espressione di crisi e disagi dell’uomo moderno, alla denuncia delle ingiustizie sociali, alla disinteressata estrinsecazione artistica.

3. L’originalità stilistica

Sean Young in Blade Runner (1982)

Alla luce di quanto detto nei precedenti punti, risulta chiaro di come i film della New Hollywood siano caratterizzati da una grande diversità stilistica e contenutistica, una qualità che ha inevitabilmente contribuito all’iconicità di molti dei film appartenenti a questa corrente. Basti pensare ad uno dei manifesti, Il laureato (1967) (di cui abbiamo parlato in questo articolo) in cui vi è l’esplicitazione di molte delle novità della New Hollywood, per passare poi ai classici intramontabili come Il Padrino e Il Padrino Parte II (1972, 1974), Taxi Driver (1976), 2001: Odissea nello Spazio (1968), Arancia Meccanica (1971), Apocalypse Now (1979), American Graffiti (1973), La rabbia giovane (1973), Mean Streets (1973), Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) o Blade Runner (1982), Toro Scatenato (1980) o Chinatown (1974), senza citarne molti altri. E’ interessante notare di come tutti questi film, ormai capolavori della storia del cinema, siano per l’appunto dissimili tra di loro: tutti trattano tematiche diverse, e lo fanno con modalità e stili unici (caratteristiche impensabili nella Hollywood di qualche decennio prima).

4. L’influenza sociale

Scena tratta da Arancia Meccanica (1971)

Il ruolo sociale dei film della New Hollywood avvicinò di molto il cinema statunitense a quello europeo: negli anni in cui il dissenso nei confronti della guerra del Vietnam era sempre maggiore, non mancarono da parte di diversi registi denunce e opere contro le azioni belliche, volte a mostrare la crudeltà della guerra: ne è un esempio il capolavoro di Coppola Apocalypse Now (approfondito in questo articolo). Ma troviamo anche film di analisi degli strati più disagiati ed emarginati del Paese, per esempio nelle prime opere di Martin Scorsese, in cui la spietatezza delle strade si unisce a riflessioni esistenzialistiche. Ma sono tante altre le tematiche sociali e filosofiche affrontate: basti pensare alla filmografia del regista Stanley Kubrick.

5. L’influenza passata e futura

Frame tratto da Toro Scatenato (1980)

Il motivo per il quale ancora oggi i film della New Hollywood sono tra i più conosciuti ed annoverati è sicuramente l’influenza che essi hanno avuto sulle generazioni successive e sull’immaginario comune: grazie anche ad una forte sperimentazione, i registi di questo periodo, carichi di esperienza tratta dal cinema americano, europeo ed asiatico dei decenni precedenti, hanno creato dei veri e propri pilastri dall’importanza storica inestimabile. E’ per questo motivo che recuperare ed approfondire questa corrente cinematografica risulta particolarmente importante, sia dal punto di vista artistico che culturale.

Scritto da Emanuele Fornito



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