40 anni fa Samantha Smith ci insegnò l’importanza della pace

di Costanza Maugeri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 10 Min.

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia di amore per la pace.

Sono trascorsi 40 anni, 40 anni dal giorno in cui una bambina di appena dieci anni insegnò al mondo intero il valore della pace e della fratellanza. Oggi vi raccontiamo di Samantha Smith.

Chi è Samantha Smith?

E’ il 29 Giugno 1972 a Houlton, nello stato del Maine(USA) una bambina viene al mondo. I suoi genitori Arthur e Jane la chiamano Samantha, il mondo la conoscerà come Samantha Smith.

E’ una bambina come tante, ama l’hockey su prato, la scienza, il pattinaggio e la lettura. Nel 1980 lei e la sua famiglia si traferiscono a Manchester dove viene iscritta alla Manchester Middle School. La sua vita continua senza grandi novità, fin quando accade qualcosa che cambierà la sua vita per sempre.

L’amore per la pace

Samantha Smith

E’ il 1982 quando, in piena Guerra Fredda, Jurij Andropov diventa il segretario generale del Partito Comunista Sovietico.

La sua idea del potere fa paura al mondo intero, tutti i più importanti giornali statunitensi gli dedicano la prima pagina e in massa si scende in piazza per manifestazioni contro la minaccia di una guerra nucleare.

Samantha, a questo punto, dopo aver posato lo sguardo su un articolo di Time del Novembre 1982, chiede alla mamma Jane:

Perché nessuno gli scrive una lettera per chiedergli se vuole o no una guerra?

A tale domanda la mamma risponde:

Perché non tu?

E così fu, Samantha Smith quella lettera la scrive davvero.

La lettera ad Andropov e la risposta

Andropov

Caro Sig. Andropov,

Mi chiamo Samantha Smith. E ho dieci anni. Congratulazioni per il vostro nuovo incarico. Sono preoccupata per una possibile guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. Avete intenzione di votare per fare una guerra o no? Se non volete, ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro paese. Dio ha creato il mondo per noi, per vivere insieme in pace e non per combattere.

Sinceramente,
“Samantha Smith”

La sua lettera viene pubblicata sul giornale sovietico Pravda, ma non riceve risposta.

Così Smith manda una seconda lettera all’ambasciatore sovietico negli Stati Uniti, Anatoly Dobrynin, chiedendogli se Andropov avesse intenzione di risponderle.

Il 26 Aprile 1983 arriva a casa della famiglia Smith, già avvisata dall’ambasciata, una lettera di Andropov in cui la invita a recarsi nell’Unione Sovietica:

Cara Samantha,

Ho ricevuto la tua lettera, che somiglia a molte altre che mi sono arrivate di recente dal tuo paese e da altri paesi di tutto il mondo.

Mi sembra – da quello che posso leggere nella tua lettera – che tu sia una ragazzina coraggiosa e onesta, simile a Becky, l’amica di Tom Sawyer nel famoso libro del tuo compatriota Mark Twain. Questo libro è molto conosciuto e amato nel nostro paese da tutti i ragazzi e le ragazze.

Hai scritto di essere preoccupata circa la possibilità che ci sia una guerra nucleare tra i nostri due paesi. E hai chiesto se stiamo facendo qualcosa per evitare che questa guerra scoppi.

La tua domanda è la più importante tra tutte quelle che ogni uomo pensante possa mai porre. Ti risponderò con serietà e onestà.

Sì, Samantha, noi nell’Unione Sovietica stiamo tentando di fare tutto il possibile perché non ci siano guerre sulla Terra. Questo è ciò che ogni sovietico vuole. Ciò che il grande fondatore del nostro stato, Vladimir Lenin, ci ha insegnato.

Il popolo sovietico sa quale cosa terribile possa essere una guerra. Quarantadue anni fa la Germania nazista, che mirava alla supremazia su tutto il mondo, attaccò il nostro paese, bruciò e distrusse molte migliaia delle nostre città e villaggi, uccise milioni di uomini sovietici, donne e bambini.

In questa guerra, che terminò con la nostra vittoria, noi eravamo alleati con gli Stati Uniti: insieme lottammo per la liberazione di molte persone dagli invasori nazisti. Spero tu sappia tutto questo grazie alle lezioni di storia della tua scuola. Oggi desideriamo molto vivere in pace, commerciare e cooperare con tutti i nostri vicini su questa Terra – che siano vicini o lontani. E certamente anche con un grande paese come gli Stati Uniti d’America.

In America e nel nostro paese ci sono armi nucleari – armi terribili che possono uccidere milioni di persone in un istante. Ma vogliamo che non vengano mai usate. Ed è precisamente questo il motivo per cui l’Unione Sovietica ha dichiarato solennemente al mondo intero che mai – mai – userà queste armi per prima contro qualsiasi altro paese. In generale noi proponiamo di interrompere la loro produzione e di procedere all’abolizione di tutte le riserve sulla Terra.

Mi sembra che questa sia una risposta sufficiente alla tua seconda domanda: “perché volete fare la guerra al mondo intero o perlomeno al nostro paese?” Noi non vogliamo fare niente del genere. Nessuno nel nostro paese – né i lavoratori o i contadini, gli scrittori o i dottori, né gli adulti o i bambini, né i membri del governo – desidera una grande o “piccola” guerra.

Noi vogliamo la pace – siamo occupati in altre cose: far crescere il frumento, costruire e inventare, scrivere libri e volare nello spazio. Noi vogliamo la pace per noi stessi e per tutti i popoli del pianeta. Per i nostri figli e per te, Samantha.

Ti invito, se i tuoi genitori saranno d’accordo, a venire in visita nel nostro paese, il momento migliore sarebbe questa estate. Scoprirai il nostro paese, incontrerai i tuoi coetanei, visiterai un campo internazionale per bambini – “Artek” – sul mare. E vedrai con i tuoi occhi: nell’Unione Sovietica, ognuno è per la pace e l’amicizia tra i popoli.

Grazie per la tua lettera. Ti auguro tutto il meglio per la tua giovane vita.

“Y. Andropov”

Il 7 Luglio 1983

Il 7 Luglio 1983 Samantha, insieme ai genitori, varca il confine dell’Unione Sovietica. Nelle due settimane successive è ospite di Andropov, seguita da una miriade di giornalisti e fotografi. Visita Mosca e Leningrado e ad Artek trascorre del tempo in un campo internazionale per bambini.

In un’intervista, successivamente, dichiara:

Sono proprio come noi

Il rientro negli Stati Uniti

Samantha Smith

Il 22 Luglio, ritornata negli USA, viene nominata come la più giovane ambasciatrice d’America.

L’anno successivo si reca in Giappone per parlare al Simposio Internazionale della Gioventù e propone ai Leader sovietici e statunitensi di scambiarsi le figlie per due settimane all’anno perchè:

Un presidente non avrebbe mai voluto inviare una bomba a un paese in cui è in visita la propria figlia.

La Smith partecipa anche a uno speciale di politica per bambini in cui intervista i candidati alle elezioni del 1984 e a una serie televisiva con Robert Wagner.

Una vita spezzata troppo presto

Nell’agosto del 1985 un aereo su cui viaggia Samantha Smith e il padre manca la pista dell’aeroporto regionale Lewiston-Auburn nel Maine e si schianta. Non sopravvive nessuno. Sulla causa dell’incidente vengono fatte infinite supposizioni e si apre un’inchiesta. C’è chi sospetta della CIA, e chi del KGB, sostenendo come la sua figura avrebbe potuto influenzare decisive scelte politiche. Il rapporto ufficiale viene reso pubblico, smentendo le supposizioni.

L’angolazione di volo relativamente ripida dell’aereo, l’altitudine e la velocità al momento dell’impatto, hanno precluso agli occupanti dell’aereo la possibilità di sopravvivere all’incidente.

La Smith ci ha donato un libro in cui racconta la sua storia: Journey to the Soviet Union (Viaggio in Unione Sovietica)

Scritto da Costanza Maugeri


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