24 settembre, il punto della settimana: cos’è successo nel mondo?

di Emanuele Lo Giudice
5 Min.

Dall’Atlantico al Pacifico, il punto della settimana che si sta per concludere. Il mondo dal 18 al 24 settembre 2023.

Si conclude un’altra settimana e le notizie che arrivano dal mondo circolano più veloce di quanto si pensi. ONU, Brasile e Haiti, che è successo fuori dai confini nazionali? Ecco il punto della settimana!

ONU: il Primo Ministro albanese mazzola i russi, Zelensky sfida Mosca sul diritto di veto

Si è parlato (e di sta parlando ancora oggi) delle sfide globali, dalla violazione dei diritti umani fino alla riforma delle Nazioni Unite. Discorsi forti quelli che si sono susseguiti alle Nazioni Unite, dove, dal 19 settembre, capi di Stato e di governo (o chi per loro) si susseguono in discorsi di lunghezza variabile. Anche Guterres ha ribadito il cambiamento che il mondo sta affrontando, sottolineando però la realtà istituzionale ormai consolidatasi e mai più aggiornata. Non sono mancati momenti di attrito, soprattutto a causa del conflitto russo-ucraino che ormai va avanti da più di un anno.

Mercoledì, durante la riunione del Consiglio ONU, il Primo Ministro dell’Albania ha « rimproverato » la delegazione russa. La Russia, infatti, ha richiesto che Zelensky non parlasse di fronte al Consiglio. Il Primo Ministro albanese Rama, di tutta risposta, ha invitato i russi a concludere la guerra, l’unico modo per evitare che l’Ucraina parlasse prima di chiunque altro. 

«C’è una soluzione, se vi va bene: fermate la guerra, e Zelensky non prenderà la parola». Questo è ciò che il PM Rama ha risposto all’ambasciatore russo Nebenzia. La Russia, inoltre, ha ribattuto seccamente alla sfida che Zelensky ha lanciato all’ONU, al quale ha chiesto di ripensare il diritto al veto detenuto dalla Russia. Il diritto di veto è un argomento molto delicato, al quale l’approccio dei Big Five non è del tutto positivo nei confronti delle riforme.

Brasile: gli Indios hanno ragione sulle terre occupate

La Corte suprema del Messico gli dà ragione, con 9 voti a favore su 11. La decisione sancisce l’incostituzionali del « Marco temporal ». In base a questo « quadro temporale », gli indigeni avrebbe diritto solo alle terre che occupavano prima del 1988, ossia l’anno dell’entrata in vigore della costituzione federale. Dopo un’intera notte di discussioni, sebbene la maggioranza a favore fosse già presente da ieri, la Corte ha deliberato.

Sebbene sia per gli Indios una grande vittoria, adesso il passo successivo è il dibattito al Congresso, il quale può comunque deliberare e approvare una legge contraria alla decisione dei giudici. I dibattiti al Congresso sono già avviati, bisogna attendere che si definiscano limpidamente le posizioni dei vari partiti politici. 

Haiti: minacce delle gang contro l’ONU e il governo 

Ad Haiti la questione « gang criminali » non si arresta, purtroppo peggiora costantemente. La crisi umanitaria e politica scoppiata nel 2021 si è ormai acuita ancora di più, con intere zone del territorio nazionale ormai in completa balia delle gang criminali.

Né la polizia né il richiesto aiuto internazionale sono risultati un deterrente, anzi, le gang ora minacciano sia il governo Henry che le forze internazionali ONU. 

Ad essere sceso in piazza con uomini armati è Chérizier (conosciuto come « Barbecue »), ex agente della polizia e ad oggi boss della gang G9. L’ONU nel frattempo sta discutendo l’invio di una forza multinazionale in sostegno alla polizia haitiana. 

Fonti: ANSA, Al Jazeera, BBC, CNN, Il Post

Scritto da Emanuele Lo Giudice


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella “Contatti” del sito l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati