15 ottobre, il punto della settimana: cos’è successo nel mondo?

di Emanuele Lo Giudice
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 6 Min.

Dall’Atlantico al Pacifico, il punto della settimana che si sta per concludere. Il mondo dal 9 al 15 ottobre 2023.

Si conclude un’altra settimana e le notizie che arrivano dal mondo circolano più veloce di quanto si pensi. Israele, Messico e Francia, che è successo fuori dai confini nazionali? Ecco il punto della settimana!

Israele: la guerra continua, il Medio Oriente ribolle

Settimana

Prosegue in modo incessante il conflitto Israele-Hamas, che rischia ogni giorno sempre di più di trascinare l’intero Medio Oriente in un conflitto allargato. Notizie differenti riportano di scontri nel Sud del Libano, dove Israele colpisce le postazioni di Hezbollah, che risponde prontamente. Nonostante l’aver più volte ribadito di non voler trascinare il Libano nel conflitto, Israele si è detta pronta ad affrontare attacchi da tutti i fronti. Non si esclude che Hezbollah scenda formalmente in campo, soprattutto se inizia la campagna « terra-mare-aria » nella Striscia di Gaza.

Nella Striscia di Gaza, inoltre, 1 milione di civili sono stati esortati dall’esercito israeliano a muoversi verso sud, onde rischiare di trovarsi nel pieno della campagna contro Hamas. L’ONU ha richiesto la revoca di tale ultimatum, che ha avuto durata di 24, ma Israele si è dimostrata intransigente. « Spaccheremo Hamas » ha sostenuto Netanyahu.

Per i civili in fuga un accordo è stato trovato con l’Egitto, almeno per far fuoriuscire gli stranieri dalla Striscia. Anche il valico di Rafah (Egitto-Palestina) rimarrà aperto agli aiuti umanitari, anche se Hamas lo ha più volte attaccato in questi giorni.

Venti di guerra soffiano anche nelle istituzioni iraniane, che hanno avvertito Israele della possibilità di intervento in guerra se gli attacchi a Gaza non finiranno. La minaccia ha incluso anche gli americani, la quale flotta verrebbe attacca, a detto di Teheran.

Messico: dalla capitale arriva un « no » al passato colonialista

Settimana

Colombo lascia definitivamente Città del Messico. Questa è la scelta del governo della Capitale, che aspira nel futuro ad eliminare qualsiasi traccia o simbolo colonialista. La rivendicazione è di natura nativa, tanto che anche la stazione del metrobus dedicata a Colombo ha cambiato nome. La fermata è ora intitolata ad una statua ritrovata nello Stato di Verscruz, di provenienza huasteca.

Anche il sindaco si è espresso a favore, sostenendo di essere soddisfatto di omaggiare le tradizioni indigene contro il colonialismo. Tale lotta comporta diversi cambiamenti, che siano anche architettonico-urbanistici. 

Il Messico non è l’unico stato dell’America Latina che negli ultimi anni si è ribellato al traumatico passato dell’era colonialista. Statue e simboli delle conquiste passate sono state infatti più e più volte prese di mira dai manifestanti. 

Francia: Vigipirate passa al livello massimo, l’allerta attentati è alta

Settimana

La Francia ripiomba nella paura attentati, dopo che venerdì 13 ottobre un professore è stato ucciso ad Arras, nel Nord del paese. Secondo la polizia c’è un collegamento tra l’attacco (un secondo è stato sventato, a quanto detto dal Presidente Macron, nella banlieue di Parigi) e la situazione Israele-Gaza. Venerdì 13 era infatti il « venerdì della rabbia », indetto da Hamas contro Israele.

Ad oggi la Francia ha innalzato il sistema di allerta Vigipirate, ponendolo a « emergenza attentato », livello massimo che permette la mobilitazione di numerose risorse e uomini per contrastare le emergenze.

È ciò che è successo Sabato 14 ottobre, quando il Museo del Louvre, la Reggia di Versailles e Gare de Lyon (stazione) sono stati evacuati immediatamente dopo presunte minacce o allerte bombe. La paura della Francia è che la situazione in Medio Oriente possa da ora scatenare azioni estremiste a livello nazionale.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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