15 gennaio, il punto della settimana: cos’è successo nel mondo?

di Emanuele Lo Giudice
6 Min.

Dall’Atlantico al Pacifico, il punto della settimana che si sta per concludere. Il mondo dal 9 al 13 gennaio 2023.

Si conclude un’altra settimana e le notizie che arrivano dal mondo circolano più veloce di quanto si pensi. Il Brasile, gli Stati Uniti e il Perù, che è successo fuori dai confini nazionali? Ecco il punto della settimana!

Brasile: Brasilia ancora sotto sorveglianza, Bolsonaro golpista trumpiano?

Sono state scongiurate nuove proteste a Brasilia, almeno per ora. La capitale del Brasile rimarrà però blindata fino al 31 gennaio. Le misure di sicurezza prese dopo l’assalto alla Praça dos Três Poderes rimangono quindi in vigore e potrebbero, inoltre, essere ampliate. Sono 1500 le persone arrestate dopo l’assalto al Palácio do Planalto, ree non solo di aver distrutto le sedi istituzionali del Paese e di aver sconvolto l’ordine pubblico, ma anche di aver attentato alla democrazia e alla stabilità del Brasile.

“Atti terroristici, vandalici e golpisti” sono le considerazioni del Presidente in carica Lula, il quale ha da subito attaccato i bolsonaristi e il loro leader “incapace di accettare la sconfitta”. L’amministrazione Biden non ha avuto alcuna richiesta forma di estradizione dell’ex Presidente, ad oggi in Florida, nonostante sia stato incluso nelle indagini del colpo dell’8 gennaio. Bolsonaro ha provveduto a cambiare il proprio recapito telefonico, delegando i propri incontri ai suoi consiglieri e barricandosi nell’appartamento in cui risiede.

Le immagini dell’assalto della scorsa settimana hanno colpito profondamente l’opinione pubblica, soprattutto per le somiglianze con l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. È di “tentato golpe” l’accusa rivolta a chi ha portato avanti atti sovversivi, condannati dalle istituzioni mondiali con la più dura fermezza. L’assalto è stato descritto dai media come “l’atto più grave contro la democrazia brasiliana dalla fine della dittatura”.

Stati Uniti: ancora morti per il tempo, piangono Alabama e California

Piogge in California e tornado in Alabama, sono più di 20 le vittime negli ultimi giorni.

Forti piogge si abbattono da giorni sul Golden State, lasciando migliaia di persone senza elettricità. Sono 19 le morti nelle ultime tre settimane nello Stato, dove le piogge non sembrano fermarsi. Il rischio di inondazioni è ancora elevato, tanto da spingere il Presidente Biden ad approvare la dichiarazione di emergenza, cui si aggiungono aiuti federali nelle aree più colpite. “Non è finita” sostiene il governatore dello Stato della California, esortando tutti i suoi concittadini a prestare attenzione nelle prossime ore.

L’Alabama ha dichiarato lo Stato di emergenza (assieme alla Georgia) dopo il passaggio di una serie di tornado. Le sei vittime si sono registrate nella Contea di Autauga, mentre in altre cinque contee la situazione rimane “critica” ma non segna morti. A Selma, nella Contea di Dallas, si sono registrati i danni più significativi. Il bilancio delle vittime rimane per ora indicativo, sperando non peggiori prossimamente.

Perù: Boluarte tra arresti e morti, il caos di Lima perdura

Altri 30 giorni di stato di emergenza in alcune zone del Paese, è questa la decisione del 14 Gennaio del governo Boluarte. Non si sono ancora fermate le proteste a sostegno di Castillo, ex Presidente deposto incolpato di “tentato golpe”.

Le proteste che pervadono le strade del Perù da dicembre sono la conseguenza di una grande crisi politico-sociale che va avanti da anni e che ha raggiunto il culmine proprio con la deposizione di Castillo. La richiesta dei manifestanti è quella di elezioni anticipate e delle dimissioni di Boluarte, ex Vicepresidente succeduta a Castillo. “Alcune voci provenienti dalle fazioni violente e radicali chiedono le mie dimissioni, provocando la popolazione nel caos, nel disordine e nella distruzione” ha detto la Presidente, sostenendo di essere dalla parte del Perù.

Durante le proteste sono morte (accertate) 42 persone, di cui gran parte nella regione di Puno, nelle Ande. Una Commissione interamericana, a tale proposito, è arrivata nel Paese per valutare la condizione dei diritti umani nel contesto delle proteste in corso, gestite con forte violenza dalle forze dell’ordine.

Scritto da Emanuele Lo Giudice


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