14 anni dopo il terremoto dell’Aquila: a che punto siamo?

di Costanza Maugeri
5 Min.

Il 6 Aprile 2009 un terremoto di magnitudo 5. 8 colpì il capoluogo dell’Abruzzo: L’Aquila. In questo articolo faremo il punto della situazione: a che punto della ricostruzione siamo? E gli sfollati sono tornati nelle loro abitazioni?

Le vittime, i feriti, gli sfollati: un resoconto tragico

Il numero definitivo dei morti fu 309, 1600 invece i feriti. La protezione civile, dichiarò inoltre 70mila sfollati immediati. Subito dopo il sisma furono stanziati dei fondi a sostegno del capoluogo abruzzese e della sua popolazione, oltre all’avvio di progetti statali a sostegno della città e dei comuni vicini. Andiamo a capire nello specifico di cosa si parla.

Nei giorni immediatamente successivi al sisma.

L'Aquila

Il governo con a capo Silvio Berlusconi dichiarò lo stato di emergenza nazionale e Guido Bertolaso come Commissario dell’emergenza, all’epoca già capo della Protezione civile.

Nel periodo pasquale 2009 venne approvato il decreto Abruzzo, che prevedeva la sospensione del pagamento dei contributi, dei mutui, delle utenze. Venne, inoltre, derogato un sostegno economico di 400 euro (500 euro qualora nel nucleo familiare vi fossero persone over 65 o portatori di handicap). Il governo stanziò anche 70 milioni di aiuti immediati.

Nei mesi successivi alla tragedia …

L'Aquila

Il governo avviò la costruzione delle cosiddette New Town, ossia 19 quartieri di case antisismiche provvisorie; si avviarono, inoltre due progetti:  Map (Moduli abitativi provvisori) e C.a.s.e. (Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili).

Secondo gli ultimi dati, risalenti al 2018, 10.179 persone hanno riavuto una casa grazie a questi progetti abitativi, anche se alcune di esse, ad oggi, sono tornate nelle loro abitazioni. I fondi stanziati, invece, per far fronte all’emergenza ammontano ad un totale di 17,5 miliardi di euro, metà dei quali speso tra il 2009 e il 2013.

14 anni dopo: a che punto siamo?

L'Aquila

La ricostruzione privata è stata in buona parte completata, una percentuale che si attesta tra l’80-90%, con meno di mille pratiche ancora aperte, a fronte delle 28.500 già chiuse.

Sono gli edifici pubblici a risentire dei ritardi più importanti: la ricostruzione pubblica si aggira, infatti, intorno al 60% poiché deve sottostare agli appalti pubblici e alla pesante burocrazia, molto spesso contradditoria.

Gli ultimi dati del 2023 dall’Aquila

I dati relativi al 2023 per quanto concerne la ricostruzione sono numerosi.:

Scritto da Costanza Maugeri


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Fonti: Skytg24, Il capoluogo d’Abruzzo

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