Le fiamme dell’attentato al “World Trade Center” bruciano ancora

I cambiamenti sociali causati dall'attacco alle Torri Gemelle

di Dudnic Radu
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il 12 Min.

Memoria alle vittime

11/09/2001. Quasi non servono parole per descrivere quello che rappresenta questo tragico giorno nell’immaginario collettivo. Il mondo intero si ferma per un istante. I cittadini uniscono i pensieri per segnare il momento in cui il primo aereo “American Airlines Flight 11”, alle 8:46 ( NYC, UTC -5), colpì la Torre Nord del World Trade Center. Da 22 anni le bandiere statunitensi si abbassano a mezz’asta per celebrare il Patriot Day.

Bandiere USA a mezz’asta

Mentre le bandiere scendono, gli occhi si alzano al cielo. Si alzano per onorare gli eroi, i pompieri che hanno sfidato il destino nell’inferno delle fiamme di quel tragico mattino. Si alzano per mantenere vive le memorie delle vite che hanno trovato la loro fine in un giorno che sarebbe dovuto essere soltanto un giorno qualunque di fine estate.

Le stime più recenti comprendono 2977 (e 19 terroristi) tra le vittime. Più di mille persone non hanno ancora corrispondenza tra i nomi e i resti rinvenuti. Circa 293 tra gli uccisi dai detriti delle due torri o dalle persone che si lanciarono nel vuoto.

Le vite degli statunitensi hanno subito un cambiamento radicale. Il mondo ha subito un cambiamento epocale e al segmento della linea temporale si è aggiunto il giorno 11/09/2001. A quale costo, ci si chiede ancora a distanza di anni.

Cambiamenti e implicazioni sociali dopo l’11/09

Che cos’è cambiato dopo il crollo delle due torri gemelle? Come i cerchi concentrici scatenati da un sasso lanciato in un lago, l’eco della trasformazione sociale ha assunto dimensioni sempre più ampie. Da New York, le transizioni relative alla società si sono estese a tutto il Paese, per poi arrivare alle Nazioni oltre l’Oceano. Dal microcosmo, al macrocosmo, il mutamento sociale costituisce “l’insieme delle trasformazioni nella struttura di una società in un determinato lasso di tempo“. (Peter Heintz).

Anche se un numero sempre crescente di statunitensi (soprattutto giovani), non ha alcun ricordo personale legato a quel giorno, un’altra maggioranza di americani si ricorda perfettamente l’accaduto. A seguito dell’episodio venne da subito compromessa la salute mentale degli statunitensi(e non solo), la risposta globale al terrorismo, la sicurezza internazionale e anche la privacy. Questi avvenimenti rivoluzionarono drasticamente le politiche di immigrazione degli Stati Uniti e scatenarono un aumento delle discriminazioni e dei crimini d’odio.

Salute mentale ed effetti a breve termine

Per definizione, il terrorismo può essere inteso come un attacco alla salute mentale e al benessere dei cittadini di una Nazione. Ci basta pensare a quanto gli attentati rivendicati dall’ISIS nell’ultima decade abbiano scosso il pubblico europeo,. Vivere con la paura di trovarsi in un luogo affollato, oppure il timore di prendere un volo di linea: creare panico, paura e ansia è l’obbiettivo principale del terrorismo.

Secondo il National Institutes of Health gli attacchi al World Trade Center influenzarono la salute mentale dei newyorchesi in modi differenti. In primis la situazione creò stress psicologico per milioni di persone(compreso disturbo da stress post-traumatico). In secondo luogo ulteriori disturbi aggravarono le condizioni mentali in alcuni gruppi più piccoli. L’attacco minacciò la coesione sociale, una delle basi per la salute mentale.

Sondaggi

Primo sondaggio

Il 71% su un primo sondaggio (13-17 settembre) condotto su 1200 persone mostra come i civili si sono sentiti depressi nei giorni che seguivano l’attacco, quasi la metà ha avuto difficoltà a concentrarsi e uno su tre ha dichiarato di avere problemi a dormire di notte. 

Nell’ottobre e novembre 2001 un altro sondaggio condotto su 1008 adulti da un campione casuale di famiglie nel Lower Manhattan ha rilevato che:

  • il 7,5% aveva sintomi legati al disturbo da stress post-traumatico legati al World Trade Center
  • il 9,7% presentava sintomi di depressione.
  • 20% tra i cittadini più vicini al sito presentavano sintomi ancor più gravi.

Studi successivi mostrano che mentre la prevalenza dei sintomi è diminuita nel tempo, alcuni sintomi sono persistiti per più di 3 mesi dopo l’attacco, e a volte persino per anni.

Geroge W. Bush – 2003

Nell’ottobre 2001, un altro sondaggio rivela come il 60% degli adulti aveva fiducia nel governo federale guidato da G. W. Bush. Un livello che non si verificava da oltre due decenni. Nelle settimane successive all’11 settembre, la maggior parte degli americani ha anche dichiarato di pregare più spesso. Infatti nel novembre 2001, il 78% di 1500 adulti statunitensi ha affermato che l’influenza della religione sulla propria vita ha offerto un grande supporto emotivo. Più del doppio di coloro che l’avevano affermato otto mesi prima. Inoltre, nelle settimane seguenti al disastro, anche in Danimarca, si è visto un incremento del 16% nelle diagnosi dei disturbi psichiatrici che si manifestano in seguito a un evento traumatico. L’evidenza del fatto che il terrorismo colpisce soprattutto con l’eco che risuona nell’intero globo, dovuto principalmente alla risonanza dei media.

Sicurezza aeroportuale mondiale prima del crollo dell’11/09

L’11 settembre 2001 ha scosso il mondo non solo con la sua violenza immediata, ma anche con i cambiamenti sociali duraturi che ha innescato. Il modo di vivere l’aeroporto nell’uso civile subì un cambiamento rivoluzionario a seguito degli attentati. Prima di quel giorno, praticamente chiunque poteva dirigersi direttamente al gate senza bisogno di un biglietto o di mostrare un documento di identità. Si poteva arrivare all’aeroporto solo pochi minuti prima del volo, e tenere le scarpe e i cappotti durante i controlli del metal detector non era ancora un problema. Chi non era ancora nato di certo può solo immaginare.

A seguito del disastro vennero vietati coltelli, taglierini, rasoi e altri oggetti affilati. Gli agenti di sicurezza hanno cominciato a controllare l’interno dei bagagli a mano e a perquisire i passeggeri. Inoltre solo il 5 percento dei bagagli controllati veniva ispezionato prima dell’11 settembre, mentre oggi tutti vengono sottoposti a “raggi x” per verificare la presenza di materiali pericolosi.

Anche se in quel periodo pochi americani usavano voli di linea , i tempi di attesa nelle code dei controlli di sicurezza iniziarono ad aumentare. Perché tutto questo ci suona così poco familiare oggi? Eppure sono passati “solo” 23 anni. Chiunque abbia preso il suo primo aereo dopo l’11/09, non ha idea di cosa possa significare evitare tutti i controlli di routine.

Gli Stati Uniti: Politiche di immigrazione e politica estera

La politica estera degli Stati Uniti verso il mondo arabo e musulmano si basò sul principio della “colpevolezza fino a prova contraria”. George W. Bush firmò una risoluzione congiunta del Congresso(98 voti a favore ; 0 contrari; 2 astenuti) autorizzando il presidente a utilizzare “tutte le forze necessarie ed appropriate” contro coloro che “hanno pianificato, autorizzato, commesso o assistito” negli attacchi dell’11 settembre o che hanno ospitato chiunque lo abbia fatto.

Gli USA entrarono nella guerra più lunga della loro storia, con stime di costi pari ad almeno 8 mila miliardi di dollari. Gli attacchi dell’11/09 hanno cambiato per sempre la relazione degli Stati Uniti con il mondo arabo e musulmano.

Secondo i sondaggi del Pew Research Center condotti nel 2017, circa la metà dei musulmani americani intervistati ha dichiarato che vivere negli Stati Uniti dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 risulta essere più difficile. I pregiudizi razziali che insorgevano di fronte ad usanze “diverse” si fecero ancor più spazio nella percezione comune del volgo americano e del mondo in generale.

Dipartimento della Sicurezza Interna

Siccome gli attentatori erano in gran parte stranieri entrati negli Stati Uniti legalmente, il Governo statunitense spostò gradualmente la lancetta della tolleranza anche riguardo alla considerazione sulle politiche di immigrazione. Questo portò ad un indebolimento degli sforzi per una riforma dell’immigrazione più ampia e alla creazione del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS, 2002). Un reparto che mise l’accento sulla sicurezza e sul rischio piuttosto che sull’aspetto economico e diplomatico dell’immigrazione. Imponendo restrizioni e procedure di controllo più severe, la “green card” dopo l’11/09 diventa davvero solo un “sogno” separato da mille pratiche e tempi di attesa lunghissimi.

Sfide per gli studenti stranieri dopo l’11/09

Dopo l’11 settembre, vennero introdotte maggiori restrizioni per gli studenti stranieri, con particolare attenzione a quelli nei campi ritenuti sensibili per la sicurezza nazionale. Gli studenti che intendevano studiare in campi ritenuti sensibili per la sicurezza nazionale, come le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (Facoltà STEM), furono costrette ad affrontare un maggiore scrutinio e ritardi nei processi di visto.

Il Presidente George W. Bush emise una direttiva già nel mese di ottobre di quell’anno, chiedendo di porre fine agli abusi dei visti per studenti stranieri. Questo portò a una diminuzione delle “applications” e degli arrivi di studenti internazionali negli Stati Uniti. Le domande di iscrizione e l’iscrizione di studenti internazionali subirono un calo significativo, poiché è spopolata la percezione tra i potenziali studenti che gli Stati Uniti fossero diventati “meno accoglienti”.

Conclusione

Coloro che pianificarono ed attuarono gli orribili attacchi dell’11 settembre non potevano immaginare i modi in cui il loro tentativo di seminare il caos avrebbe cambiato il mondo. In nome della sicurezza internazionale, la vita per come la conoscevano i cittadini è stata sacrificata, cedendo rapidamente il passo ad una drastica rivoluzione sociale.

Nessuna nazione è immune al terrore. Anche gli Stati Uniti d’America, tra le più grandi potenze mondiali, hanno rivelato quanto la politica, la sicurezza e la società possano essere influenzate dall’improvvisa paura.

Un giorno che resta impresso nella memoria delle persone impatta non solo il presente, ma anche il corso degli eventi che seguono. Perché il cambiamento non bussa alla porta, il cambiamento irrompe, e il mondo è costretto a mutare. 

di Radu Dudnic


Le foto presenti in questo articolo provengono da internet e si ritengono di libero utilizzo. Se un’immagine pubblicata risulta essere protetta da copyright, il legittimo proprietario può contattare lo staff scrivendo all’indirizzo email riportato nella sezione “Contatti” del sito: l’immagine sarà rimossa o accompagnata dalla firma dell’autore.

Articoli Correlati